Il Quorum del 30% necessario a Milano per dichiarare la validita' dei cinque referendum consultivi di indirizzo sull'ambiente è stato raggiunto con una sola giornata di voto: alle 22 di domenica aveva votato gia' quasi il 38% degli aventi diritto, ritirando le cinque schede su Ecopass e Atm, alberi, Expo, risparmio energetico e rinascita della Darsena. La Giunta Comunale si prepara ora a a riunirsi, entro 60 giorni per decidere se accogliere in modo totale o parziale l'indirizzo indicato dai cittadini.
Il primo quesito riguardava la riduzione di traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, la pedonalizzazione del centro e soprattutto la trasformazione dell'Ecopass da pollution a congestion charge. Il ticket cioe' non si paghera' piu' sulla base delle emissioni inquinanti del veicolo (la classe Euro), ma la tariffa sara' fissa, uguale per tutti. L'ipotesi è quella di creare due fasce di prezzo da cinque euro per le auto (esclusi i veicoli elettrici, a metano e gpl) e e da dieci euro per i furgoni. 

Con il si' al secondo quesito si chiedeva al Comune di Milano di effettuare tutte le azioni necessarie a ridurre il consumo di suolo (la cementificazione), raddoppiando il numero degli alberi e il verde pubblico. Almeno il 50 per cento delle grandi superfici oggetto di riqualificazione urbanistica dovra' essere destinato a verde pubblico.

Il terzo quesito riguardava la conservazione integrale del parco agroalimentare che sara' realizzato sul sito Expo 2015 e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque. Il piano di questo parco non è ancora stato ufficialmente presentato, ma nel progetto originario, quello presentato al Bie a fine aprile 2010, erano previsti circa 130 lotti di terreno da assegnare ai diversi Paesi interessati a partecipare alla manifestazione. Ciascun lotto con un lato di 20 metri e uno di 80-100. In tutto 260 mila metri quadrati, da destinare per metà (100-130 mila metri quadrati) a orti con le coltivazioni tipiche di ciascuna nazione del globo.

Con il quarto quesito si chiedeva infine al Comune di Milano di adottare il piano per l'energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell'effetto serra e nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici. I cittadini chiedono che entro il 2012 tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali siano convertiti, e che entro il 2015 questo accada anche per gli impianti a gasolio domestici. Inoltre, tutte le nuove costruzioni dovranno avere classe energetica di massima efficienza e utilizzare fonti energetiche rinnovabili.

Il quinto e ultimo quesito chiedeva la risistemazione della Darsena quale porto della citta' e area ecologica e la graduale riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi. L'idea del comitato promotore, sostenuta da chi ha votato si', è quella di trasformare la Darsena in un porto turistico per valorizzare l'idrovia Locarno-Milano-Venezia. I lavori per la tratta sono partiti nel 1998 e stanno per essere ultimati. La riapertura dei Navigli è un'operazione più complessa: un primo passo potrebbe essere il restauro della Conca di Viarenna (l'ultimo tratto dei Navigli a essere ricoperto), la riapertura del bacino antistante e la riconnessione della Conca alla Darsena. Un intervento che costa oltre 8 milioni di euro. Il referendum prevede una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all'anno per un triennio, che sara' coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari gia' avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale.