La delibera sull'Expo viene approvata in Giunta, ma prima e dopo l'approvazione è davvero il caos: dimissioni minacciate, appelli, mediazioni, accordo e approvazione. E per di piu' le deleghe che non solo restano, ma raddoppiano.
E ancora il 'riformista' Stefano Boeri, assessore all'Expo tra i piu' feroci censori della ventilata colata di cemento destinata ad abbattersi su quasi la meta' delle aree di Rho-Pero, contro il 'radicale' Giuliano Pisapia, ma stavolta a parti invertite, con il primo che accusa il secondo di eccessivo realismo e sostanziale continuita' con la precedente amministrazione.
E Pisapia arriva in sala giunta con una proposta: rimettere sul piatto la delega a Expo. Boeri spiega il suo disagio: "Cosi' non si puo' andare avanti" dice in Giunta. Gli assessori prendono la parola a turno per convincere Boeri a non consumare lo strappo. E ce la fanno, a un prezzo pero'. Boeri non incassa solo la missione di coordinare il lavoro d'aula, ma otterra' anche un potenziamento della stessa delega assessorile.
E intanto le promesse elettorali della giunta Pisapia cominciano a scontrarsi con i bilanci. Le prime valutazioni tecniche ed economiche sembrano troncare sul nascere le proposte annunciate dall'assessore alla Mobilita', Pierfrancesco Maran: "Tornelli o controllori-bigliettai per contrastare i "portoghesi" sulla filovia 90/91", ma in realta' i tornelli su una linea cosi' frequentata sono difficili da gestire. Ma anche in relazione a una delle proposte della campagna elettorale di Giuliano Pisapia (mezzi pubblici gratis per chi ha piu' di 65 anni), nelle stime di incasso rischia di aprirsi una voragine. Che i dirigenti per ora stanno valutando tra un minimo di 9-10 milioni e un massimo di 21-23 milioni di mancati introiti. In sintesi, se non si troveranno risorse per tappare il buco, molti progetti non potranno essere realizzati.Â















