Prosegue l'indagine dei giudici di Monza sull'esponente del Pd Penati, accusato di corruzione. La politica si divide. Il vicesegretario del Pd Enrico Letta, ha emesso un giudizio molto netto a riguardo: "Filippo Penati deve rinunciare alla prescrizione – ha detto Letta al Tg3 -questa è la differenza fra il nostro atteggiamento e quello di altri da noi chi viene toccato da vicende cosi' fa un passo indietro, si deve dimettere e farsi processare. Altri diventano ministri. Per noi non deve rimanere nessuna macchia su questa vicenda".
Il Partito democratico e' stato investito in pieno dalle ultime notizie che parlano di un "direttorio finanziario democratico".
Severo nei giudizi il Pdl. Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori Pdl, ha dichiarato: "Bersani spera di farla franca come i suoi predecessori graziati dal Di Pietro magistrato che cosi', salvati dalla tangente Enimont i capi Pds, D'Alema, Veltroni e Fassino, si avviò verso la carriera ministeriale".
Il parlamentare del Pdl prosegue citando un "intrecci antichi con finanziamenti illegali esteri e di coop rosse",un   "modello pugliese D'Alema-Tedesco" e gli "ambigui contributi alla Fondazione Italianieuropei". Dal canto suo Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, sull'inchiesta Penati: "L'inchiesta porta alla luce un sistema di potere che viene dal Pci-Pds".
Le parole di Gasparri non sono piaciute a Walter Veltroni che ha annunciato una querela.