Dopo le polemiche create dall puntata di Annozero in onda ieri sera, Michele Santoro ha tenuto una conferenza stampa su Annozero alla Fnsi, per la libertà e il pluralismo dell'informazione.
''In questo Paese c'è una cabina di comando che decide tutto in funzione degli umori del premier, e noi non possiamo dipendere dai suoi umori''. Lo ha detto Michele Santoro in una conferenza stampa indetta nella sede della Fnsi, riferendosi ai problemi avuti con gli ospiti nella puntata di ieri di Annozero. Santoro ha spiegato che già lunedì era stato avvertito il sottosegretario Paolo Bonaiuti per avere un rappresentante del Pdl da contrapporre a Rosy Bindi nella trasmissione. ''Nel frattempo – ha spiegato – noi ci siamo attivati per avere Fabrizio Cicchitto che ci ha dato la sua disponibilità.
Sembrava tutto ok fino alle 11 di ieri
quando abbiamo ricevuto una telefonata da Guido Paglia, che è il braccio destro di Masi, e ci ha dato notizia che il Pdl si era riunito e che preferiva mandare in trasmissione Niccolò Ghedini o Angelino Alfano. Io ho risposto che se Cicchitto era d'accordo andava bene, anche se tra Ghedini e Bindi c'era una differenza di linguaggio e quindi forse era meglio far venire Alfano. Dopo cinque minuti Paglia ha richiamato dicendo che Ghedini non era disponibile e quindi sarebbe venuto Alfano. Io ho spiegato che a quel punto non serviva avvisare Bindi, perché l'interlocutore era autorevole. Abbiamo quindi chiamato Cicchitto che ci ha detto di non sapere nulla del fatto che sarebbe venuto Alfano. Poi è risultato che anche Alfano non sapeva nulla".

''Pochi minuti prima dell'inizio della trasmissione si è presentato l'onorevole Sisto con un pass non so neanche firmato da chi – ha proseguito Santoro – ed io ho risposto educatamente che non aveva l'invito per la festa. A questo punto facciano venire Sgarbi, come Masi chiede da tempo, facciano venire 60 ragazzi vestiti di tricolore e facciamo un bunga-bunga pure da noi''.
 
SIDDI: COSI' MASI IMPOVERISCE SUA STESSA FUNZIONE  – ''La Federazione della stampa non puo' che stare laddove il pluralismo viene messo in discussione. Siamo arrivati ad un punto di indecenza. Si tratta di un atto indecente che si e' cercato di manifestare come azione di censura preventiva. Un atto che rende visibile una 'impotenza' di un capo azienda che deve far comunque sapere a terzi che lui e' intervenuto. Cosi' impoverisce se stesso e annulla la sua stessa funzione''. Cosi' Franco Siddi, segretario della Fnsi, nel corso di una conferenza presso la sede di Corso Vittorio Emanuele alla presenza dei giornalisti Michele Santoro e Marco Travaglio, in merito alla trasmissione Annozero di ieri.
Siddi ha detto che ''le voci che escono dal coro dei cortigiani sono considerate un disturbo inaccettabile.
Il Paese – ha proseguito – sta vivendo una condizione esasperata: dobbiamo tenerne conto, dissentire dal tipo di giornalismo – chiamiamolo d'assalto – che fa Santoro e' lecito – ha osservato Siddi – resta pero' il fatto che senza questo suo lavoro e questo suo spazio, nella tv pubblica un numero importante di cittadini che non legge i giornali e che vive sotto l'ombrello mediatico pubblico e privato del presidente del consiglio non saprebbe nulla di cio' che sta accadendo. Basta con queste indecenti telefonate di un capo azienda che vuole mostrare i muscoli''.
 
NATALE: SIAMO ALLA CENSURA PREVENTIVA
- ''E' l'ennesimo segnale di una situazione allarmante in una settimana che si e' aperta con la telefonata del premier Silvio Berlusconi-Gad Lerner in cui nella stessa settimana il direttore generale della Rai Mauro Masi si permette di intervenire in trasmissione ad Annozero con un intervento che non si puo' che definire "censura preventiva".
Cosi' Roberto Natale, presidente della Federazione della stampa nel corso della conferenza alla quale hanno partecipato Michele Santoro e Marco Travaglio dopo la telefonata di ieri sera in diretta del direttore generale della Rai Mauro Masi alla trasmissione Annozero.

''E' bene ricordare – ha detto Natale – che chi sta pensando ai piani alti di viale Mazzini alla sospensione di alcune trasmissioni poco prima delle regionali, il giornalismo italiano non accettera' questo tipo di scandalosa sospensione''.
 
SANTORO: CHI FA PROPRIO MESTIERE SUBISCE ATTACCHI
- "Chi cerca di fare il proprio mestiere, che sia un magistrato o un giornalista, viene considerato un nemico e sottoposto ad un vero e proprio attacco che mira ad annientarne il lavoro". Cosi' Michele Santoro, nel corso della conferenza stampa.

"Non è vero che gli italiani – ha detto ancora – seguono gli ultimi avvenimenti politici senza interesse. Non è vero che gli italiani non si indignano. Si indignano e vogliono conoscere. Ieri sera 'Annozero' ha registrato oltre sette milioni di telespettatori e questo in presenza di una partita di calcio di tutto interesse. Questa è la testimonianza di un grande interesse dell'opinione pubblica, che chiede informazioni".
 
SANTORO SFIDA MASI: CHIUDESSE TRASMISSIONE E POI VEDIAMO  – "Se Mauro Masi vuole chiudere la trasmissione, la chiudesse. Vediamo quello che succede". È quanto ha detto Michele Santoro nel corso di una conferenza stampa nella sede della Fnsi.
"Masi – ha detto ancora – mi ha ricordato in diretta televisiva che ho fatto una violazione. Allora io gli ho detto di bloccarla. Noi passiamo il 90 per cento del tempo a vedere quello che dobbiamo dire in base alle circolare di Mazza. Solo il 10 per cento per lavorare".
 
 
ROMANI AD AGCOM: OLTREPASSATI LIMITI CORRETTEZZA – Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha inviato – "in base al potere d'impulso" attribuito al Ministero dalla legge – al Presidente
dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabro', una lettera di segnalazione "delle violazioni" che la Rai, a suo giudizio, "ha concretato nel corso della trasmissione del programma "Annozero" del 20 e del 27 gennaio in relazione ai generali obblighi derivanti dal contratto di servizio. Nella lettera, inviata per conoscenza anche al Presidente della Commissione Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, e al Presidente della Rai, Paolo Garimberti, si richiede all'Autorità di valutare la "possibilità di attivare i poteri di verifica e istruttori" ed ogni ulteriore iniziativa di competenza.
"Con la presente comunicazione – scrive Romani – intendo segnalare all'Autorità da Lei presieduta talune violazioni che la RAI-Radiotelevisione italiana ha recentemente concretato in relazione ai generali obblighi sulla stessa ricadenti in qualità di concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, nonché agli obblighi derivanti dal contratto
di servizio attualmente in vigore e agli atti di indirizzo emanati dal Codesta Autorità".

In particolare, si legge, "segnalo recenti accadimenti relativi all'offerta televisiva di programmi di approfondimento dell'informazione della RAI i quali hanno trasmodato in modo evidente i limiti della corretta informazione e, in via mediata, i limiti dell'attività di servizio pubblico demandata alla società in questione
. È infatti accaduto che nel corso della trasmissione del programma 'Annozero' del 20 e del 27 gennaio si sia dato ampio rilievo ad affermazioni di carattere gratuito, denigratorio e gravemente lesive della dignità e del decoro di eminenti personalità politiche, che sarebbero state proferite da soggetti coinvolti nell'attività di indagine da parte della Magistratura requirente".
 
Dall'esame delle trasmissioni in questione, "codesta Autorità potrà agevolmente evincere: che le modalità di rappresentazione dei fatti e delle dichiarazioni riportate nel corso di dette trasmissioni non assumevano alcun rilievo ai fini di una leale ed imparziale prospettazione delle vicende, ma esulavano dal consueto canone della continenza (intesa come obbligo di astenersi dal rappresentare fatti e circostanze superflui e comunque inutilmente lesivi della sfera di terzi) e trasmodavano in palesi violazioni della libertà e dei diritti individuali dei soggetti evocati, con particolare riguardo alla dignità della persona (canoni, questi, espressamente richiamati nella delibera 13/08/CSP di codesta Autorità sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive); che le richiamate modalità di rappresentazione e l'enfasi attribuita a dichiarazioni di soggetti privati non qualificati gravemente lesive della dignità e del decoro di soggetti titolari di rilevanti cariche pubbliche hanno palesemente travalicato i limiti della corretta informazione offerta dal concessionario pubblico radiotelevisivo".
 

"Il concessionario infatti – prosegue il ministro – ai sensi del comma 1 dell'art. 48 del d.lgs. 177 del 2005, non deve limitarsi ad esercitare la propria attività di informazione secondo i canoni di diligenza tipici di ogni altro operatore della comunicazione, ma deve assicurare un livello di diligenza ulteriore e qualificato, assicurando il prioritario rispetto delle 'esigenze democratiche, sociali e culturali di ogni società' imposte dalla disciplina comunitaria (comunicazione della Commissione europea 2001/C 320/04, peraltro espressamente richiamata dal richiamato art. 48 del 'Codice')"; che il "richiamato canone di diligenza qualificato impone evidentemente al concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo un ricorso ancora più accorto al richiamato canone di continenza, in specie quando le affermazioni testualmente riportate, di per sé prive di effettivo valore aggiunto ai fini di un'obiettiva ricostruzione dei fatti, risultino lesive della dignità e del decoro di alte cariche istituzionali; che, in definitiva, le modalità di rappresentazione dei richiamati fatti e delle affermazioni riportate, per le modalità concrete con cui sono state poste in essere, hanno determinato gravi violazioni dei canoni di lealtà ed imparzialità dell'informazione che devono necessariamente caratterizzare l'attività di pubblico servizio più ancora che l'attività di un qualunque altro operatore della comunicazione".