Di Ambrogio Crespi - Un fiume d'acqua che sommerge e travolge. Una valanga di fango che non lascia scampo e cancella quanto si e' faticosamente costruito in anni di lavoro. Negli ultimi due mesi la parola "alluvione" e' apparsa sui giornali piu' e piu' volte, in una drammatica cronaca  del disastro ambientale.
Una furia degli elementi a cui non siamo abituati, un'anomalia, una stranezza, che ci ha colto impreparati. Un'escalation preoccupante e drammatica.
Roma: 30 mm di pioggia in un'ora
Genova: 365 mm in 12 ore
Cinque Terre e Lunigiana: 520 mm in meno di 6 ore
Messinese: 351mm in 20 ore
C'e' qualcosa che non va.
Le catastrofi ambientali che stanno scuotendo non solo l'Italia, ma il mondo intero da due mesi a questa parte sono una spia importante. Aveva dunque ragione Al Gore, quando nel 2006, nel film documentario "Una scomoda verita'" cercava di metterci in guardia dai rischi dell'effetto serra e dei cambiamenti climatici? Ora che, dopo cinque anni, il grado di allerta si e' alzato drammaticamente e si e' verificato quanto lui aveva previsto, non c'e' piu' tempo da perdere.
Ci sono in gioco vite umane.
C'e' in gioco il nostro futuro.
Agire: e' questa la parola chiave, il mantra da recitare nella propria mente per ricordarci di non sottovalutare mai il rischio sotteso ai cambiamenti climatici.