La crisi in Campania è stata al centro del tavolo che si è tenuto presso la sede di Roma della Regione Campania tra il presidente Caldoro e gli esponenti nazionali di Confindustria e quelli di Cgil Cisl e Uil. La crisi in Campania rischia di degenerare in forti tensioni sociali e per questo è necessario imporre la vertenza regionale sul piano nazionale per questo sono state poste sul tavolo da parte del governatore Caldoro cinque priorita' condivise: l'avvio effettivo del Piano per il Sud; un Federalismo che assuma come riferimento parametri di virtuosita'; la questione Sanita', anch'essa fondata su parametri europei; il patto di stabilita'; le situazioni di crisi industriale e occupazionale.
Pena la perdita dei fondi di Bruxelles o lo sforamento del patto di stabilita'. Al riguardo Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil, ha spiegato che "c'e' bisogno di un impegno straordinario del governo perche' la Campania concentra in se' tutte le contraddizioni determinate dalla crisi".
Il sindacalista ha sottolineato "l'apprezzabile volonta' del presidente Caldoro nel sottolineare la possibilita' per la Campania di potercela fare a superare la difficile situazione adottando da una parte parametri economici omogenei nel paese e dall'altra affrontando le crisi industriali". Su questo punto Scudiere avverte che "le crisi industriali in Campania investono aziende che hanno un peso nazionale e in questo senso il ruolo del governo diventa centrale".