Nuovo vertice Berlusconi-Bossi. stavolta l'incontro si è tenuto ad Arcore, per confermare la "road map" del governo e l'assicurazione del presidente del Consiglio che i numeri ci sono per portare a compimento la legislatura.
E a Umberto Bossi che ha chiesto di non tirare avanti solo per 'galleggiare', il Cavaliere ha risposto che ci sono tutti i presupposti per definire i progetti in cantiere, a partire dal federalismo, in cambio chiede di evitare 'strappi' pericolosi per la tenuta della maggioranza e la possibilità di un suo allargamento.
Federalismo in cambio del processo breve. È questo il patto contrattato da Bossi e Berlusconi nella cena di Arcore: il Carroccio garantirà la blindatura del provvedimento ammazza-processi, il Pdl si schiererà a testuggine sugli ultimi cinque decreti preparati da Calderoli.

Bossi preme l’acceleratore sul riequilibrio della bicamerale
(cosa che il presidente della Camera non farà) dove si impantanò il federalismo municipale e ora arriva quello regionale, il più importante.
Calderoli ha fatto un passo falso dicendo che se il riequilibrio non si farà il suo partito staccherà la spina. Poi si è rimangiato questa affermazione irritante per il premier. Da Palazzo Chigi sono partite telefonate per chiedere al ministro una pronta rettifica e precisazione. Che puntualmente è arrivata. Al Cavaliere non è piaciuta l’uscita di Calderoli perché la maggioranza che si allarga e si rafforza è la garanzia per il federalismo fiscale. Anche per quel decreto legislativo che ha fatto infuriare il Quirinale e che è il motivo dell’incontro di domani tra Bossi (nella veste incendiario-pompiere) e il capo dello Stato.
Ma cosa risponderebbe Bossi se Napolitano gli facesse capire (nei modi felpati che gli si addicono) che sarebbe meglio evitare un altro scontro sul processo breve?
Ecco allora l’assicurazione che il premier vuole dal suo alleato leghista: sul federalismo si va avanti in tutti i modi, ma il Carroccio deve marciare accanto a lui sul processo breve. E su ogni misura che il Parlamento dovrà prendere per evitare i vecchi processi Mills e Mediatrade che potrebbero portare a una sentenza di condanna in primo grado, ora che non c’è più il legittimo impedimento. Nel vertice di ieri sera ad Arcore si è parlato di provvedimenti economici, di come affrontare l’incontro di sabato con Marchionne, ma anche su come costringere Fini a riequilibrare la bicamerale e come arrivare all’incontro al Colle. Bossi non dovrà cedere sul processo breve perché il premier rischia l’osso del collo e non si scherza.