Nuove varianti per il ddl in preparazione sul processo breve, che nella nuova fase di elaborazione dovrebbe applicarsi solo ai dibattimenti che si apriranno in futuro, con una piccola aggiunta: la prescrizione breve, più corta dell'attuale, per coloro che si trovano sotto processo, ma risultano incensurati. Proprio come incensurato è il Cavaliere.
Sembra essere questa l'ultima novita' in fatto di giustizia a cui starebbero lavorando gli uomini del premier. Con l'idea che tra una settimana, quando il processo breve alla Camera entrerà nella fase degli emendamenti dopo le audizioni dei procuratori generali, la proposta della prescrizione breve per gli incensurati possa trasformarsi in un nuovo comma del ddl. Che, se venisse approvato a colpi di fiducia tra Camera e Senato in un paio di mesi, provocherebbe la "fine" certa dei dibattimenti Mills e Mediaset, dove ormai la prescrizione, secondo le regole attuali, già corre sul filo (l'anno prossimo quella per Mills, l'anno seguente quella per Mediaset).

Chi sta lavorando a questa soluzione la spiega così. "Siamo stati rimproverati di voler fare il processo breve solo per salvare Berlusconi. Non è così, e lo stiamo per dimostrare rinunciando del tutto alla norma transitoria. La nostra convinzione profonda è che fissare dei tempi rigidi al dibattimento sia determinante. Se il principio è valido lo applicheremo solo ai processi che cominceranno
dopo il voto sulla legge". Via, dunque, proprio l'ormai famosa norma transitoria, quella che doveva applicare il processo breve ai reati commessi prima del maggio 2006, l'anno dell'indulto. Processi che, secondo la maggioranza, sono già "morti", perché la pena è coperta dallo sconto di tre anni garantito dall'indulto. Tra quei processi rientrano anche Mills e Mediaset.

Sul tavolo degli avvocati del premier si sono profilate tre ipotesi. Lasciare l'applicabilità ai reati indultabili, con il rischio che Napolitano per primo possa bloccare la legge per manifesta incostituzionalità. Togliere la norma transitoria e applicare il processo breve a tutti i dibattimenti in corso (secondo la prima versione del processo breve poi cambiata al Senato), con un ulteriore rischio di bocciatura proprio per l'alto numero, si parla di centinaia, di dibattimenti cancellati da un giorno all'altro e cambiando le regola a partita cominciata. L'ultima strada è parsa la più opportuna e vantaggiosa: una norma transitoria nuova di zecca per delimitare il processo breve ai soli processi futuri.