In piazza per "affermare e difendere la liberta' e la dignita'", per cancellare la "ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale". E' tutto pronto in piazza Castello per l'appuntamento milanese di 'Se non ora quando?', la manifestazione organizzata dalle donne. Un'iniziativa che si tiene in oltre 230 citta' italiane alle quali si sono aggiunte una cinquantina di citta' di tutto il mondo. Attesi nel capoluogo lombardo per l'iniziativa fissata per oggi alle 14.30 i leader dell'Idv e di Sel, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola, e il candidato sindaco di Milano per il centrosinistra, Giuliano Pisapia.
Dal palco, dove a condurre ci sara' Teresa Mannino, si alterneranno le voci delle attrici Franca Rame, Paola Cortellesi, Ottavia Piccolo, Licia Maglietta e Maddalena Crippa. Non solo: a prendere la parola saranno alcune donne straniere che vivono e lavorano in Italia, Maria Grazia Guida direttrice della Casa della Carita', il sindaco di Cinisello Balsamo Daniela Gasparini, Flavia Perina, direttrice del Secolo d'Italia.
Tutte indosseranno una sciarpa bianca "in segno di lutto per i tempi che corrono". Tra le presenze annunciate anche Barbara Pollastrini, ex ministro per le Pari Opportunita'. "Saro' in piazza nella mia citta'. Da Milano e' partita l'avventura di un premier che ferisce l'onore del Paese, mette a rischio la democrazia, offende l'immagine pubblica delle donne. Da Milano ora parte la riscossa". In piazza pure gli uomini: Massimo Cirri, Gad Lerner e Alessandro Robecchi, tra le presenze annunciate. Dopo la 'prima' in piazza della Scala del 29 gennaio scorso, quando le associazioni femminili manifestarono il loro dissenso "all'immagine della donna velina", oggi l'universo rosa e' pronto di nuovo a farsi sentire. 
NICHI VENDOLA ACCLAMATO DALLA FOLLA – Applausi e grida di approvazione si sono levati dal lato del palco quando a Milano e' arrivato in piazza Nichi Vendola. "Salvaci tu Nichi" e "grande Nichi" sono state le urla che gli hanno rivolto appena il presidente della Regione Puglia ha raggiunto il palco durante la manifestazione 'Se non ora, quando?".
"Oggi credo che sia un colpo mortale per il berlusconismo". Cosi' Nichi Vendola, leader di Sel, commenta da Milano la manifestazione organizzata dalle associazioni femminili contro il premier. "E' una giornata speciale. Nelle piazze di tutta Italia ci sono centinaia di migliaia di donne, ma anche tanti, tanti uomini che rifiutano di obbedire ad un comando culturale e politico in cui il rapporto tra uomini e donne e' un rapporto gerarchico. Un codice maschilista in cui le donne sono ornamento, preda dell'attivita' venatoria di un genere maschile malato di onnipotenza".
Per il leader di Sel "c'e' un'Italia migliore di quella di Lele Mora, di Emilio Fede, di Fabrizio Corona, di Silvio Berlusconi e questa Italia -conclude- non ne puo' piu'".
RABBIA E IRONIA NEGLI STRISCIONI IN PIAZZA DEL POPOLO - Rabbia e ironia si mescolano in piazza del Popolo gremita di persone, la maggioranza donne, di ogni eta' unificate dallo slogan scelto per l'evento 'Se non ora quando?'. La fantasia si e' come al solito scatenata attingendo a piene mani dall'attualita'. Cosi', ad esempio, c'e' chi lega il caso Ruby alla rivolta in Egitto inalberando un cartello con scritto 'Silvio, riporta la nipote da Mubarak', mentre in un altro si legge 'Io sono la nipote di… mio zio'.
Due grandi scope, una professionale da operatore ecologico e l'altra piu' domestica tengono teso uno striscione con la scritta 'Scopiamoli via'. Vicino un cartellone con la scritta 'Donna non contro Ruby ma contro i rubacuori'. Sempre sul tema altre scritte, come 'Io, donna cattolica, dico basta: Berlusconi vai via', 'La dignita' delle donne salvera' il nostro paese', 'Sono una donna, non sono una Santa…nche''.  
MARINO: LE DONNE HANNO TUTTO IL DIRITTO DI PROTESTARE - "La misura e' colma. Le donne hanno tutto il diritto di protestare con un governo che non ha rispetto della loro autodeterminazione e che ha appena messo a segno un ennesimo vergognoso blitz contro i loro diritti". Lo dice Ignazio Marino, del Pd, prendendo parte a Roma alla manifestazione promossa dalle donne. "L'emendamento al mille proroghe voluto dal governo fa carta straccia del diritto alla privacy delle donne. Il ministro della Salute potra' chiedere e ottenere informazioni di ogni tipo sulle pazienti che ricorrono alla fecondazione assistita, dai trattamenti cui si sottopongono, ai dati anagrafici, ai cicli ormonali o le caratteristiche delle gravidanze -prosegue Marino-. Proprio un bell'esempio di rispetto della privacy da parte di un governo che grida contro le intercettazioni quando queste interessano il presidente del Consiglio ma non esita ad entrare nella vita privata delle donne, pretendendo di schedarle raccogliendo informazioni particolarmente sensibili''.
Quanto alle vicende di Berlusconi, "lo spettacolo indecoroso e indecente a cui stiamo assistendo da mesi sarebbe un affronto in qualsiasi Paese -dice ancora Marino-. Lo e' ancora di piu' per un'Italia che arranca e che soffre, che fatica a rialzare la testa dalla crisi economica e non ne puo' piu' di malgoverno e di corruzione. Nessun italiano vuole vivere in un sultanato, men che mai quelli che non arrivano alla fine del mese, quelli che non trovano un lavoro per se' o per i propri figli''. 
MIGLIAIA IN CORTEO A BOLOGNA – Grande adesione a Bologna alla manifestazione nazionale in difesa della dignita' e dei diritti delle donne. Diverse migliaia le persone in corteo partito intorno alle 15 da piazza XX Settembre, nei pressi della stazione ferroviaria. Tra i manifestanti soprattutto donne (di ogni eta') ma anche molti uomini. "Ne' perbene ne' per male, unite diverse leader" questo lo striscione in testa al corteo. Il fiume di persone percorrera' le vie del centro per poi tornare al punto di partenza. Poi avranno inizio i vari interventi dal palco allestito di fronte alla piazza.
Tra i partecipanti all'iniziativa anche il candidato a sindaco di Bologna per il centro-sinistra, Virginio Merola, fresco vincitore delle primarie di coalizione.  
BERSANI: PIAZZA DICE A BERLUSCONI ANDAR VIA – ''Berlusconi da tempo dovrebbe andarsene ed e' quello che gli chiedono queste piazze''. Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che sta assistendo alla manifestazione 'Se non ora quando?' tra la folla di piazza del Popolo. ''Come e' scritto nella Costituzione, chi svolge una funzione pubblica deve poterla svolgere con disciplina e onore, senno ne viene un danno enorme al volto dell'Italia nel mondo e alla capacita' di risolvere i problemi del Paese'', sottolinea Bersani. ''Berlusconi deve andarsene e liberare il Paese da un danno e un imbarazzo gravissimo'', ribadisce il segretario del Pd. 
CAMUSSO: GELMINI? HA PERSO OCCASIONE PER TACERE. SCIOPERO GENERALE? MAI ESCLUSO, DECIDEREMO QUANDO SARA' IL MOMENTO - Il ministro Maria Stella Gelmini ''ha peso un'altra occasione per tacere''. Risponde cosi, la leader della Cgil Susanna Camusso, ad una domanda nel corso di ''In 1/2 ora'' in diretta da piazza del Popolo a Roma.
''Altro che moralismo e radical chic – ha aggiunto – per capire basta guardarsi intorno in questa piazza, piena di donne e uomini che lavorano''. Quando Susanna Camusso ha ricordato quella che ha definito una situazione di disagio del Paese sul piano economico e sociale le e' stato chiesto se ci sara' uno sciopero generale. ''Non l'ho mai escluso. Ma lo decideremo quando sara' il momento''.  
MONICA VITTI: LE DONNE MI HANNO SEMPRE SORPRESO – Monica Vitti da molto tempo lontana dalla vita pubblica per i suoi problemi di salute, ha voluto far sentire la sua voce alle donne di piazza del Popolo oggi a Roma. ''Le donne mi hanno sempre sorpreso'', ha detto per lei Angela Finocchiaro riportandone tutto l'orgoglio per la protesta 'Se non ora quando?' 
A TORINO SIGNORE CON OMBRELLI ANTI-FANGO - Migliaia di persone si sono radunate in piazza San Carlo a Torino per la manifestazione 'Se non ora quando?'. "Una manifestazione gentile, qui non troverete cafoni o cafone", hanno detto gli organizzatori dal palco, davanti a una piazza gremita.
In molte hanno portato ombrelli "per ripararsi dal fango che viene gettato sulle donne", come si richiedeva di fare nel tam tam di convocazioni via mail e tramite Facebook. I discorsi dai megafoni sono stati spesso scanditi da urla della folla, anche questo un gesto dimostrativo, un invito a sfogare la rabbia e l'indignazione gridando.
Tantissime sono le donne, ma cospicua e' anche la partecipazione maschile. Molti i cartelli con scritte come "io non mi arrendo" o "donna e' cultura". Assenti, per volonta' delle organizzatrici, simboli e bandiere di partiti.
In piazza sono stati srotolati decine di gomitoli colorati, retti da tutti i presenti, a rappresentare simbolicamente una rete di legami che "unisce donne e uomini indignati".Â