In attesa del discorso di Fini, e in una giornata da una ridda di episodi e dichiarazioni polemiche che hanno attraversato di due schiamenti, Berlusconi ha annunciato che il Processo breve non entrerà nei 5 punti della Mozione di fiducia, per poi fare un appello agli esponebti del Fli "Candidero' chi rientra nei ranghi".
 Secca la replica della Fondazione Farefuturo, vicina a Gianfranco Fini: "Non ci sarà nessuna defezione".
Un appello che "cadrà nel vuoto", anche secondo Italo Bocchino, che ricorda: "Abbiamo già vissuto la guerra dei numeri, quando dicevano che con Fini sarebbero andati quattro gatti. Poi i numeri sono stati diversi".
RINUNCIA AL PROCESSO BREVE. Lo ha annunciato lo stesso Berlusconi nel nuovo audiomessaggio inviato ai Pomotori della liberta' "Care amiche e cari amici Promotori della liberta', ci lasciamo alle spalle un'estate riempita di chiacchiere inutili, stravaganti, deprimenti, un'estate di troppa politica politicante e lontana dalle iniziative concrete, insomma quel vecchio mai tramontato teatrino della politica che ha ormai disgustato tutti gli italiani. E' stato davvero un agosto 'politicamente' folle, occupato da diatribe che nulla hanno a che fare con il concreto operare del governo". Inizia cosi' l'audiomessaggio del premier.
"Comunque il presidente del Consiglio e il governo, come sapete bene, hanno pensato soltanto a lavorare. Mentre gli altri erano indaffarati nelle chiacchiere, noi ci siamo impegnati, lavorando anche in agosto, per sostenere la ripresa dell'economia e rimettere in moto lo sviluppo del nostro Paese, dopo averne consolidato i conti pubblici grazie alla politica del rigore. Come voi, abbiamo sentito in questo periodo tante, troppe parole che non volevano dire nulla: soprattutto da parte dei nostri avversari dell'opposizione che sembrano avere solo due ossessioni: e quella di insultare il capo del governo attribuendogli le peggiori nefandezze e quella di cambiare una legge elettorale che invece funziona benissimo, e che ha dimostrato di consentire la governabilita' del Paese".
Gli ultimi appelli sono arrivati da Cernobbio dov’è in corso il tradizionale Workshop the European House – Ambrosetti a Villa d'Este. Dall’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera al presidente di Telecom Gabriele Galateri di Genola al numero uno di Edison Umberto Quadrino, la richiesta di “riempire la casella rimasta vuota†del ministero dello Sviluppo economico è stata unanime. Richiesta caldeggiata in questi giorni anche dal Colle.
E a stretto giro è arrivato l’annuncio in una nota scritta del premier che la settimana prossima al Quirinale verrà proposto il nome di un nuovo ministro dello Sviluppo che prenda il posto che fu di Claudio Scajola. Ma nella nota il presidente del consiglio Silvio Berlusconi risponde a chi, chiedendo la nomina di un nuovo Ministro per lo Sviluppo, “sostiene che sino ad ora ci sarebbe stato un vuoto in questa funzioneâ€. “Mi permetto – ribatte il premier – di garantire che il mio ‘interim’ non è stato un vuoto, ma ‘un pieno’, un vero e proprio pieno di decisioni e di provvedimenti e che il dicastero di Via Vittorio Veneto è stato ed è nelle mani di una delle istituzioni più autorevoli del Paese, quella del Presidente del Consiglio.
Sono state assunte molteplici decisioni organizzative, tutte tese all’efficacia e all’efficienza, sono state tenute molteplici riunioni con i rappresentanti delle imprese, dei lavoratori, degli enti territoriali, si è operato incessantemente a supporto di imprese, investimenti, innovazione, telecomunicazioni, intermediazione delle imprese, settore dell’energia, con una decisione e con una concretezza mai viste prima, come credo, nella storia del ministero. Sono stati più di 300 i provvedimenti che hanno recato la mia firma, anche per tutto il mese di agosto. Voglio citarne uno: la cosiddetta legge Berlusconi inserita nella Manovra, una norma che comporta una vera rivoluzione liberale del nostro sistema di rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Questa norma introduce infatti il principio per cui, mentre sino ad ora al cittadino era consentito soltanto ciò che era espressamente previsto come tale dalla legge, da ora in avanti sarà consentito tutto ciò che dalla legge non è espressamente vietato. Questo permetterà , per fare un esempio, di aprire una qualsiasi impresa senza dover ottenere le tante autorizzazioni che oggi sono necessarie (a volte più di dieci), sostituite tutte da una verifica ‘a posteriori’ da parte della Pubblica Amministrazione circa la conformità alle varie norme di quanto realizzato. Davvero una assoluta rivoluzione. Comunque – conclude la nota del premier – la settimana prossima sottoporrò al Capo dello Stato il nome di un nuovo Ministro dello Sviluppoâ€.
Tra i candidati ha fatto la sua comparsa Mario Baldassarri, presidente della commissione Finanza del Senato, finiano moderato che ha dato la sua disponibilità a ricoprire quell’incarico ma ha subito chiarito il nocciolo del problema: “Occorre una nuova politica industrialeâ€. Intanto Berlusconi ha precisato di non aver mai proposto al capo dello Stato un candidato. Pertanto, chiarisce il premier, non è vero che Napolitano abbia respinto alcuna candidatura. Implicito il riferimento a Paolo Romani, considerato in queste settimane il candidato più autorevole alla successione di Claudio Scajola. "Non è la prima volta che sento dire che la nomina ci sarà la prossima settimana. Di che anno? spero che sia di quest'anno", commenta così con ironia il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, l'annuncio della nomina del ministro dello Sviluppo entro la prossima settimana. "Abbiamo bisogno di mettere mano a problemi seri – ha aggiunto Bersani – e non è che un ministro possa risolverli tutti, ma almeno darebbe il segno che un presidio c'è".















