E' dura la replica del Giornale, diretto da Feltri (che ha assitito e commentato il discorso di Fini in diretta nel ciollegamento organizzato dal Tg7 di Enrico Mentana) al discorso di Fini a Mirabello:
'Le infamie di Fini" è il titolo di prima pagina, con un editoriale del vicedirettore Alessando Sallusti che stronca l'intervento del leader di Fli. "È infame chi tradisce qualcuno (lui ha tradito il Pdl e i suoi elettori), e' infame chi non dice la verità ", scrive Sallusti, sottolineando che Futuro e Libertà nasce come "il partito dell'odio figlio di una frustrazione personale nata il giorno dopo la fusione di An con Forza Italia", dopo la quale Fini non ha potuto realizzare "il sogno inconfessato di continuare a comandare e disporre come prima".
Secondo Sallusti il discorso "lascia le cose come prima" anche se adesso almeno sono "chiari e ufficiali i motivi della rottura" in cui "la politica non c'entra. Semplicemente Fini – spiega Sallusti – odia il Pdl ('non c'è più, è morto dice con soddisfazione), odia Berlusconi che "si comporta come il capo della Standa" odia Bossi ("la Padania non esist")) odia il ministro Tremonti e i suoi tagli orizzontali e disprezza i suoi ex colonnelli che non l'hanno seguito".
Fini inoltre "odia i giornali…fogli d'ordine infami che hanno sollevato la questione della casa di Montecarlo e degli appalti Rai ai suoi familiari". Peraltro, "e' un po' da infami rimanere con chi ti fa schifo per opportunismo contingente, per non avere il coraggio di andarsene e affrontare le elezioni". Così come Fini "non ha coraggio, e nemmeno senso del ridicolo quando non risponde sulla casa di Montecarlo e liquida la questione con l'insulto" per poi affermare che "per i politici serve un codice etico perchè la loro attività non deve rispondere solo al codice penale. Evidentemente nella sua testa, l'etica si ferma a Ventimiglia e quello che accade in Costa Azzurra sono solo affari suoi".















