Il governo ha posto la fiducia sul maxiemendamento interamente sostitutivo del decreto milleproroghe che aveva ricevuto rilievi da parte del Capo dello Stato e che è all'esame della Camera. Già ieri sera il governo aveva annunciato l'intenzione di porre la fiducia, questione di fiducia posta in aula alla Camera dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Il maxiemendamento al decreto Milleproroghe è stato presentato ieri sera e sottoposto all'esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio.
Il provvedimento comprende il testo licenziato dal Senato al netto delle modifiche apportate in seguito ai rilievi di costituzionalità del Quirinale. In sede di commissione alla Camera il decreto non era stato sottoposto a discussione e voto a causa del cosiddetto "autostruzionismo" della maggioranza che si trovava a non avere i voti necessari per l'approvazione.
Il provvedimento comprende il testo licenziato dal Senato al netto delle modifiche apportate in seguito ai rilievi di costituzionalità del Quirinale. In sede di commissione alla Camera il decreto non era stato sottoposto a discussione e voto a causa del cosiddetto "autostruzionismo" della maggioranza che si trovava a non avere i voti necessari per l'approvazione.
Il Milleproroghe dovrà essere sottoposto a una terza lettura in Senato, dove, con molta probabilità , sarà nuovamente posta la fiducia, visti i tempi ravvicinati di scadenza del provvedimento previsti per domenica 27 febbraio. La votazione finale in Senato dovrebbe svolgersi sabato mattina.
Mentre l'esecutivo procede a tappe forzate, Briguglio di Futuro e Liberta' e il Pd lanciano l'allarme per il pluralismo dell'informazione a rischio.
Mentre l'esecutivo procede a tappe forzate, Briguglio di Futuro e Liberta' e il Pd lanciano l'allarme per il pluralismo dell'informazione a rischio.
"Nella babele del maxiemendamento del governo al Milleproroghe – denuncia Paolo Gentiloni, responsabile Forum Comunicazioni del Partito Democratico – alla fine il divieto di acquisto di giornali da parte di chi ha una posizione dominante nella Tv verrebbe prorogato solo fino al 31 marzo. E' grave che un limite a tutela del pluralismo, previsto perfino dalla legge Gasparri, sia così destinato a scomparire tra cinque settimane".
Gentiloni fa riferimento al comma (il 12 duodecies dell'articolo 2) del decreto che fissava al 31 dicembre prossimo la scadenza del divieto degli "incroci" tra giornali e reti televisive, "saltato" nel maxiemendamento.
Gentiloni fa riferimento al comma (il 12 duodecies dell'articolo 2) del decreto che fissava al 31 dicembre prossimo la scadenza del divieto degli "incroci" tra giornali e reti televisive, "saltato" nel maxiemendamento.
"Ma il termine resta invariato" si affretta a spiegare il presidente della Commissione bilancio, Giancarlo Giorgetti, illustrando questa mattina in aula alla Camera i risultati dell'esame svolto dalle commissioni.
Giorgetti parla di "coordinamento formale", affermando che la soppressione del comma si rendeva necessaria "in quanto la proroga è già contenuta nell'allegato 1 del decreto legge, fino al 31 marzo 2011, successivamente prorogabile fino al 31 dicembre 2011 con il previsto decreto del presidente del consiglio".
Giorgetti parla di "coordinamento formale", affermando che la soppressione del comma si rendeva necessaria "in quanto la proroga è già contenuta nell'allegato 1 del decreto legge, fino al 31 marzo 2011, successivamente prorogabile fino al 31 dicembre 2011 con il previsto decreto del presidente del consiglio".
Il governo, rappresentato dal sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, ha accolto questa proposta, insieme alle altre modifiche di coordinamento formulate da Giancarlo Giorgetti.
Di Pietro vede nel ricorso alla fiducia per il Milleproroghe "un atto in odio al Presidente della Repubblica e al Parlamento. Perché lo strumento è ingiustificato – argomenta il leader dell'Italia dei Valori – e perché con il decreto si tenta di far entrare dei provvedimenti a vantaggio di alcuni cittadini, in danno di altri, e sempre i cittadini della casta e della cricca".
Il leader di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli, torna invece sul Milleproroghe per evidenziarne la vera essenza: "E' l'ennesima manovra economica". "Questo governo – spiega Rutelli – ha iniziato dicendo che non si sarebbe fatta più la Finanziaria, oggi ci ritroviamo che ne facciamo cinque in un anno. Il milleproroghe è diventato l'ennesima, raccogliticcia manovra economica".
Di Pietro vede nel ricorso alla fiducia per il Milleproroghe "un atto in odio al Presidente della Repubblica e al Parlamento. Perché lo strumento è ingiustificato – argomenta il leader dell'Italia dei Valori – e perché con il decreto si tenta di far entrare dei provvedimenti a vantaggio di alcuni cittadini, in danno di altri, e sempre i cittadini della casta e della cricca".
Il leader di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli, torna invece sul Milleproroghe per evidenziarne la vera essenza: "E' l'ennesima manovra economica". "Questo governo – spiega Rutelli – ha iniziato dicendo che non si sarebbe fatta più la Finanziaria, oggi ci ritroviamo che ne facciamo cinque in un anno. Il milleproroghe è diventato l'ennesima, raccogliticcia manovra economica".















