Al via a Milano il processo Mediaset con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi assente all'udienza e dunque dichiarato contumace. I suoi legali non hanno infatti chiesto il legittimo impedimento, cosi' come era stato previsto e annunciato nei giorni scorsi. C'è una previsione di tempi lunghi al processo sui diritti tv di Mediaset. Le parti, accusa e difesa, hanno chiesto di riattivare le richieste di assistenza giudiziarie all'estero che riguardano le deposizioni di un testimone negli Stati Uniti e di tre testimoni a Montecarlo, mentre un altro testimone monegasco, avendo un ufficio a Roma, potrebbe essere citato per venire in aula a Milano.
L'avvocato Piero Longo, uno dei legali di Berlusconi, si è detto contrario a invertire l'ordine dei testimoni spiegando che bisogna prima finire di sentire quelli dell'accusa e poi passare a quelli della difesa. L'altro avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha spiegato di aver ottenuto la disponibilità a essere sentito in videoconferenza da Frank Agrama, coimputato di Berlusconi nel processo e del quale il premier sarebbe stato il socio occulto nella compravendita dei diritti tv.
Prima di entrare nell'aula in tribunale a Milano per la ripresa del processo, uno dei legali del Cavaliere, l'avvocato Piero Longo, ha detto ai cronisti che per il calendario delle prossime udienze «bisogna tenere conto anche degli altri processi». Per Silvio Berlusconi, infatti, sabato prossimo riprenderà l'udienza preliminare del procedimento Mediatrade, mentre l'11 marzo è fissata la ripresa del processo Mills e per il 6 aprile l'inizio del processo sul caso Ruby. «Non siamo affatto preoccupati – ha aggiunto Longo – , i processi non ci preoccupano, anzi vinceremo anche questi quattro processi perché è dal 1998 che assistiamo l'onorevole Berlusconi, il quale mai è stato condannato».
Alla fine il dibattimento è stato rinviato all'11 aprile. "E' verosimile che quel giorno il premier
sarà in aula" dice Ghedini.
sarà in aula" dice Ghedini.















