La 'guerra delle mozioni' è rimandata. Dopo il ping-pong di ieri tra la sfiducia presentata da Pd e Idv alla Camera e il documento di sostegno al Governo del Pdl al Senato, oggi, dopo una convulsa giornata di contatti, telefonate e trattative a 360 gradi, la moral suasion del Quirinale, si apprende da fonti parlamentari dell'opposizione, ha avuto la meglio e ha messo a riparo la Finanziaria.
L'idea del Pdl di anticipare la sfiducia della Camera con una mozione di sostegno al Governo al Senato aveva spinto il Pd ad accelerare a Montecitorio: si rischiava un corto circuito, con la Camera che votava la sfiducia al Governo prima ancora dell'approvazione della legge di bilancio. Ipotesi insostenibile, per il capo dello Stato, visto che le simulazioni di un eventuale esercizio provvisorio fanno temere il peggio, in un periodo di forti movimenti speculativi della finanza internazionale. Alla fine, slitta tutto a dicembre, probabilmente verso la metà del mese. Pd e Idv accettano, sia pure senza entusiasmo. Ma Silvio Berlusconi rilancia: sarà il Governo a presentarsi alle Camere per la verifica, cominciando dal Senato, dove dovrebbe avere il controllo della situazione. Le opposizioni protestano, chiedono che si parta dalla Camera, dove la mozione di sfudicia è stata depositata prima di quella di sostegno del Pdl al Senato. Ma, appunto, sarà questione che diventerà di attualità tra un mese: di fatto, mugugnano Pd e Idv, sia il premier che Fini prendono tempo.Prima l'approvazione della Finanziaria. Poi la fiducia: al Senato e quindi alla Camera.
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BERLUSCONI HA DECISO
Silvio Berlusconi ha deciso: in una lettera inviata ai presidenti dei due rami del Parlamento, Renato Schifani e Gianfranco Fini, il premier sancisce la linea che intende seguire per uscire dall'impasse dopo le tensioni con i finiani. Il Cavaliere renderà «comunicazioni presso il Senato della Repubblica sulla situazione politica – anche alla luce del preannunciato ritiro della componente di Futuro e Libertà per l'Italia dal Governo da me presieduto – immediatamente dopo la definitiva approvazione della Legge di stabilità e del bilancio dello Stato. Adempimenti, questi ultimi, la cui inderogabile necessità ai fini di una positiva stabilizzazione del nostro quadro economico e finanziario è stata da più parti, anche in modo estremamente autorevole, sottolineata». «Su tali comunicazioni – prosegue la lettera del premier – il Governo ha intenzione di verificare il permanere del rapporto di fiducia da parte del Senato e, immediatamente dopo, da parte della Camera dei deputati». "Una mozione di sfiducia ci sara'".
Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, risponde cosi', a margine del convegno dei Liberaldemocratici sui 150 anni dell'unita' d'Italia, ai giornalisti che gli chiedono se anche l'Udc presentera' una mozione di sfiducia nei confronti del Governo ''prima pero' – ha aggiunto – bisogna approvare la legge Finanziaria''.
«Serve senso di responsabilità . Se tutti guardano ai propri interessi e non a quelli generali del Paese, l'Italia va a rotoli» sottolinea Casini, che invita il premier Silvio Berlusconi a fare «un passo indietro». «Chi deve fare un passo indietro lo faccia -dice il leader dell'Udc arrivando al palazzo delle Confcooperative per un covegno di Ld insieme a Gianfranco Fini e Francesco Rutelli- il problema adesso non è presentare una mozione di sfiducia o meno, ma trovare senso di responsabilitá per affrontare la crisi e i problemi che abbiamo di fronte, perchè la maggioranza non c'è più».
NAPOLITANO: BENE COSI'
Un passaggio importante, per l'esecutivo. Apprezzato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Secondo il Capo dello Stato, è bene che «il governo e tutte le forze politiche» siano d'accordo che bisogna dare priorità all’approvazione della Finanziaria per poi affrontare il capito della «crisi politica», in sintonia con il richiamo espresso dal Presidente della Repubblica. D'altronde ci si regolò analogamente nelle vicende di fine anno 1994.Â
FINI: UNIRE NON E' TRADIRE
La politica italiana deve "uscire dalla logica dello scontro" e la ricerca di cio' che unisce non puo' essere considerata un tradimento. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo a Roma alla manifestazione promossa dai Liberaldemocratici, assieme a Pierferdinando Casini e a Francesco Rutelli.
"Bisogna costruire una unita' di popolo – ha sottolineato il leader di Futuro e Liberta' – basata anche sulla capacita' della politica di uscire dalla logica dello scontro. In questa fase non ci possiamo permettere una politica che veda soltanto nell'altro il nemico. Il problema non e' il bipolarismo, ma il modo in cui e' stato articolato in Italia. Soltanto in Italia la semplice ricerca di un compromesso, di cio' che puo' unire viene immediatamente bollata come la peggiore politica e come tradimento di chi sa quale messianico mandato degli elettori. Se vogliamo individuare degli obiettivi comuni dobbiamo necessariamente confrontarci e individuare quelli che possono essere i terreni di iniziativa, stando insieme e sentendosi parte di una comunita' di destino. Questo presuppone l'autorevolezza delle istituzioni e un'etica pubblica". Â In Italia negli ultimi anni c'e' stato un "deficit di riforme", per questo ora il paese ha bisogno di "una stagione di riforme" a detto il presidente della Camera,. "Al Paese – ha sottolineato Fini – serve una politica che sappia individuare l'interesse generale e questo, inevitabilmente comporta una stagione di riforme. Le istituzioni devono rispondere in tempi brevi ai problemi dei cittadini. L'esecutivo deve decidere in tempi brevi, non possiamo permetterci una democrazia non governante e al tempo stesso non possiamo permetterci una democrazia plebiscitaria non rappresentativa. Il deficit di riforme rischia di lasciare il Paese in ritardo rispetto alle sfide poste dall'Europa e dal determinarsi di una nuova societa' multietnica".
"Bisogna costruire una unita' di popolo – ha sottolineato il leader di Futuro e Liberta' – basata anche sulla capacita' della politica di uscire dalla logica dello scontro. In questa fase non ci possiamo permettere una politica che veda soltanto nell'altro il nemico. Il problema non e' il bipolarismo, ma il modo in cui e' stato articolato in Italia. Soltanto in Italia la semplice ricerca di un compromesso, di cio' che puo' unire viene immediatamente bollata come la peggiore politica e come tradimento di chi sa quale messianico mandato degli elettori. Se vogliamo individuare degli obiettivi comuni dobbiamo necessariamente confrontarci e individuare quelli che possono essere i terreni di iniziativa, stando insieme e sentendosi parte di una comunita' di destino. Questo presuppone l'autorevolezza delle istituzioni e un'etica pubblica". Â In Italia negli ultimi anni c'e' stato un "deficit di riforme", per questo ora il paese ha bisogno di "una stagione di riforme" a detto il presidente della Camera,. "Al Paese – ha sottolineato Fini – serve una politica che sappia individuare l'interesse generale e questo, inevitabilmente comporta una stagione di riforme. Le istituzioni devono rispondere in tempi brevi ai problemi dei cittadini. L'esecutivo deve decidere in tempi brevi, non possiamo permetterci una democrazia non governante e al tempo stesso non possiamo permetterci una democrazia plebiscitaria non rappresentativa. Il deficit di riforme rischia di lasciare il Paese in ritardo rispetto alle sfide poste dall'Europa e dal determinarsi di una nuova societa' multietnica".
MARONI: TROVARE SENSO DI RESPONSABILITA'
«Bisogna trovare quel senso di responsabilitá che non faccia galleggiare il Paese. Il primo ad essere chiamato al senso di responsabilitá è il premier che deve dare il suo contributo. E questo senso di responsabilitá lo deve portare, se c'è bisogno, a fare un passo indietro», sottolinea.
Sulla situazione attuale del governo, il ministro Maroni ha fatto sapere che «lunedì ci sarà un incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e vedremo cosa succederà ». Così il ministro dell'Interno ha risposto ad un cronista che gli ha chiesto cosa accadrebbe in caso di eventuali dimissioni dei ministri vicini a Futuro e Libertà . E intanto il leader democratico, Pier Luigi Bersani, afferma che il suo partito è disposto ad aspettare l’approvazione della Finanziaria prima di discutere la mozione di sfiducia al Governo, ma solo se il centrodestra non cercherà di fare "melina".
Sulla situazione attuale del governo, il ministro Maroni ha fatto sapere che «lunedì ci sarà un incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e vedremo cosa succederà ». Così il ministro dell'Interno ha risposto ad un cronista che gli ha chiesto cosa accadrebbe in caso di eventuali dimissioni dei ministri vicini a Futuro e Libertà . E intanto il leader democratico, Pier Luigi Bersani, afferma che il suo partito è disposto ad aspettare l’approvazione della Finanziaria prima di discutere la mozione di sfiducia al Governo, ma solo se il centrodestra non cercherà di fare "melina".
BERLUSCONI TORNA DA SEUL E RADUNA I SUOI
E intanto tornato a Roma dopo la trasferta a Seul per il G20, Silvio Berlusconi ha avviato a Palazzo Grazioli un giro di incontri per fare il punto sulla situazione politica alla vigilia di una settimana-chiave per le sorti della legislatura, che dovrebbe aprirsi lunedì con il ritiro della delegazione di Futuro e libertà dal governo. Un orientamento già assunto dal Movimento per le autonomie, guidato dal governatore siciliano Raffaele Lombardo e finora rappresentato al governo dal sottosegretario alle Infrastrutture Giuseppe Reina ("usciamo a testa alta dal governo. Oggi abbiamo una sintonia politica con Fli, Api e Udcâ€). Dopo aver visto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe Gianfranco Miccichè assieme al resto della delegazione di Forza del Sud, il premier è ora a colloquio con il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e il portavoce Paolo Bonaiuti. Tra le questioni da affrontare ci sono le prossime mosse da compiere nella partita a scacchi sulle mozioni parlamentari apertasi ieri tra Camera e Senato. Il Pdl ha presentato una mozione a sostegno del governo a Palazzo Madama, sulla cui calendarizzazione si deciderà martedì alle 13. Pd e Idv hanno approvato a giocare d’anticipo depositando una mozione di sfiducia alla Camera che verrà messa in calendario a Montecitorio nella conferenza dei capigruppo che si riunirà martedì alle 9.Â
CASINI, FINI E RUTELLI, 'PROVE DI PRIMO POLO'
Prove di 'terzo polo' tra Fli, Udc e Api? Ai giornalisti che rivolgono la domanda al leader centrista, Pierferdinando Casini, la risposta accompagnata dal sorriso e': "prove di primo polo…non capisco perche' vogliate gia' classificarci al terzo posto…", risponde. D'accordo con il leader centrista anche Rutelli, che proprio con lo stesso Casini e con Gianfranco Fini partecipa ad una riunione a Roma, promossa dai Liberaldemocratici, Daniela Melchiorre ed Italo Tanoni. Secondo Rutelli occorre "lavorare per l'unita', con impegno e senza retorica".Â
RUTELLI: POLITICA DEVE UNIRE ANCHE CHI ERA AVVERSARIO
"In politica e' tempo di unire coloro che erano lontani, ancora fino a poco tempo fa". Lo ha detto il presidente Api, Francesco Rutelli, in occasione di una manifestazione promossa a Roma dai Liberaldemocratici a cui sono intervenuti anche Gianfranco Fini e Pierfedinando Casini. Per Rutelli bisogna "lasciarsi alle spalle le divisioni del passato e unirsi su visioni del futuro. Gli italiani sono stanchi di una contrapposizione che ci ha portati fuori strada e che ha alimentato populismo, xenofobia e demagogia inconcludente. Gli italiani vogliono che siano costruite per l'economia, il lavoro, le imprese e le famiglie le soluzioni difficili e necessarie. Per questo siamo qui e per questo siamo insieme".Â
BOCCHINO: FORMALIZZATA LA CRISI, ORA SI FACCIA CHIAREZZA
''La formalizzazione della crisi e' una presa d'atto della difficile situazione attuale e senz'altro un fatto proficuo perche' consente a tutti di assumersi le proprie responsabilita' e fare chiarezza''. Cosi' Italo Bocchino , capogruppo di Fli a Montecitorio, interpellato telefonicamente, commenta la lettera inviata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ai presidenti di Camera e Senato. ''Aspichiamo senso di responsabilita' da parte di Berlusconi – aggiunge il deputato campano – affinche' chiuda una fase ormai politicamente conclusa e contribuisca ad aprirne una nova nell'interesse degli italiani, che hanno bisogno di un governo piu' incisivo di quello attuale''.Â















