Silvio Berlusconi ospite di Francesco Storace a Taormina in occasione della festa de La Destra ha definito i finiani "dissennati" che "hanno indebolito l'immagine del Paese", e ha annunciato che presto alcuni deputati moderati dell'Udc passeranno nelle file del Pdl, andando a rafforzare l'attuale maggioranza.


Addio al Pdl, al via il partito del Popolo del Sud. Nel giorno in cui Silvio Berlusconi sbarca in Sicilia per intervenire alla festa de La Destra di Francesco Storace, Gianfranco Micciche' rompe gli indugi e porta alle estreme conseguenze lo 'strappo' dai lealisti sull'Isola. Solo in Sicilia, certo, assicura il sottosegretario. A livello nazionale ''sono piu' berlusconiano di Berlusconi'', garantisce. Eppure, l'iniziativa di Micciche' ha l'effetto di uno tsunami nel centrodestra, anche perche' arriva in contemporanea con la formazione della nuova giunta di Raffaele Lombardo che certifica la nuova mappa politica a palazzo dei Normanni: i berlusconiani finiscono all'opposizione. Berlusconi alla convention di Storace 'ignora' la grana siciliana e spinge sull'acceleratore in vista dell'intervento in aula alla Camera del 28 settembre. A sostenerlo, annuncia, ci saranno anche alcuni Udc siciliani che ''non vogliono andare a sinistra''. Ma da parte sua non c'e' stato alcun calciomercato, garantisce. L'affondo piu' duro lo riserva ai finiani, autori di un'operazione ''dissennata'', con la costituzione dei gruppi autonomi in Parlamento. E poi fa cadere il veto nei confronti de La Destra (voluto da Gianfranco Fini) e annuncia ingressi di uomini di Storace nella squadra di governo anche prima delle prossime elezioni. Il partito intanto si interroga sulle mire di Micciche'. Un deciso stop arriva dallo stato maggiore del Pdl. Carlo Vizzini dice no al ''partito spezzatino''. E Fabrizio Cicchitto e' secco: ''Non credo che sia questo il momento di iniziative locali e parcellizzate'', rimarca il capogruppo alla Camera. Che invece insiste nello spingere il partito a guardare ai moderati ''anche esterni al centrodestra''. Chi invece e' interessato alle mosse di Micciche' sono i finiani di Fli. Se infatti ''dovesse fondare una formazione autonomistica regionale di centrodestra, spero che non ci perderemo di vista'', auspica Carmelo Briguglio. ''La sua uscita dal partito conferma la crisi del modello politico del Pdl", rincara la dose.


Il Pdl insiste a 'corteggiare' i moderati. ''Il Pdl -dice Cicchitto- deve puntare a rinnovarsi e ad aprirsi alla convergenza di tutti i moderati e di tutti i riformisti anche se oggi esterni all'area di centrodestra. Il Pdl deve riconfermare la sua unita' sia con le forze che lo hanno costituito come An Fi e altre realta' e sia dall'altra parte aprirsi a nuove realta'. Oggi i cattolici della Margherita si trovano in grande difficolta' in questo Pd e le difficolta' politiche dell'Udc non sono provocate dal'esterno,ma derivano da un disagio interno provocato dall'eccesso di tatticismo, di terzo-forzismo e anche di possibilismo nei confronti delle manovre di D'Alema. A sua volta, per diventare punto di riferimento dei moderati e dei riformisti oggi esterni al centrodestra il Pdl deve rinnovarsi profondamente''. Ad allargare la maggioranza pensa anche Altero Matteoli che ammette: "Se troviamo qualche altro parlamentare che condivide la relazione di Berlusconi siamo felicissimi, ma l'obiettivo del governo e' 'consolidare' con un voto favorevole da parte di coloro che gli elettori hanno scelto come deputati e senatori''. Il ministro delle Infrastrutture non chiude la porta a Fli: ''Coi finiani ci sono delle trattative come e' giusto che ci siano in politica, e mi pare che sugli aspetti importanti vi sia un'intesa, almeno fino ad oggi. Sono fiducioso su questo, poi non ho mai sentito da nessuno, iniziando da Fini, di voler uscire dall'ambito del centrodestra". Quanto a Micciche', Matteoli assicura che il sottosegretario ''non mette in dubbio la sua collocazione con Berlusconi e nel centrodestra''. Gaetano Quagliariello, pero', non puo' trattenersi dal rimproverare Micciche', perche' nessuno puo' rivolgersi cosi', spiega, al coordinatore del partito. E poi la stoccata ai finiani: "Ci sonno alcuni che sono usciti dal nostro partito, perche' di fatto sono usciti dal partito, che hanno tradito i tre cardini del Pdl: quello relativo ai nostri principi fondatori, quello relativo al programma e quello relativo alla leadership".


Il siciliano Vizzini non puo' non stigmatizzare l'azione di Micciche': ''Pensare che un grande partito popolare come il Pdl possa diventare un 'partito-spezzatino' e' un errore politico ed un'offesa al presidente Berlusconi, sotto le cui bandiere e nel nome del quale coloro che oggi propugnano partiti regionali come in Sicilia hanno ottenuto i voti per sedere in Parlamento''. ''Chi pensa di essere incompatibile con un uomo come La Russa -prosegue Vizzini- avrebbe dovuto pensarci prima di fare un'elezione nazionale, un congresso nazionale di partito e di entrare nello stesso governo". Anche Stefania Prestigiacomo parla di ''una accelerazione imprevista sul progetto che Micciche' coltiva da tempo, un'accelerazione imprevista che merita un approfondimento nel partito, nel Pdl, con Berlusconi". E per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno "non c'e' veramente alcun motivo per far nascere uno spezzone del Pdl al Sud". Se Briguglio assicura che con Micciche' ''non ci perderemo di vista'', Adolfo Urso spiega: "L'iniziativa di Gianfranco Miccicche' rafforza le nostre ragioni e deve far riflettere sulle responsabilita' di chi ha impedito il rinnovamento del Pdl pregiudicando il progetto che avevamo messo in campo", sottolinea l'esponente di Fli. Per questo, dice il viceministro, "e' assolutamente necessario avviare un confronto reale nel merito dei problemi per porre al centro del patto di legislazione'', mentre "non si puo' pensare di risolvere la questione con la campagna acquisti''. Chi non si preoccupa affatto della questione e' la Lega: "La storia del Partito del Sud credo che esca fuori ciclicamente ogni sei mesi. Come nasce scompare ma non e' che ci faccia tanto caso", dice il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli.