22 lug. – I pm della procura di Roma hanno disposto indagini su tutti i conti correnti aperti dal 2004 a oggi in istituti del gruppo Unicredit e gestiti dal coordinatore del Pdl Denis Verdini e da Flavio Carboni. Dai conti emergerebbero, come ha rivelato il Corriere della Sera disponibilità di circa 2,6 milioni di euro, che Verdini rivendica come frutto "di risorse personali frutto di enormi sacrifici economici fatti da me, dalla mia famiglia e dai miei soci". Verdini poi si sfoga: "Adesso basta! Da parecchi giorni, praticamente in tempo reale con gli arresti, le redazioni di tutti i quotidiani e delle agenzie di stampa sono in possesso di una 'chiavetta', altrimenti detta 'pen drive', che contiene le oltre 14mila pagine dell'inchiesta relativa alla fantomatica P3. Non voglio passare per stupido, illudendomi che esista ancora il segreto istruttorio, diventato invece come l'araba fenice, ma allo stesso tempo non posso non notare che le notizie relative alla mia persona vengano distillate giorno dopo giorno, quasi vi fosse una regia, facendo finta che si entri all'improvviso in possesso di nuovi elementi. Tra l'altro, viene fatta una lettura assolutamente parziale e superficiale delle carte. Leggo per esempio da alcune agenzie le anticipazioni della prossima puntata di sospetti e veleni contro di me. Come se si trattasse di una novita', e non parte delle 14mila pagine ormai conosciute, salta fuori che la Guardia di Finanza avrebbe avuto l'incarico di verificare l'esistenza di miei conti correnti presso l'Unicredit e altre banche, come se vi avessi nascosto un fantomatico tesoretto illegale. Come ho gia' detto in relazione ad altri articoli simili e relativi a miei inesistenti conti all'estero, cerchino pure ma chiarisco fin da subito che l'unica banca presso la quale esistono rapporti attivi e depositi e' quella che presiedo, cioe' il Credito Cooperativo Fiorentino". Lo afferma in una nota il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini.