16 ago. - Banca d'Italia accusa Denis Verdini che replica "E' un errore. Un vero polverone mediatico. Intanto il Pd chiede le immediate dimissioni del Coordinatore del Pdl.

 Secondo Via Nazionale infatti il coordinatore del Pdl avrebbe avuto un conflitto d'interessi pari a 60 milioni durante il periodo in cui era amministratore del Credito Cooperativo Fiorentino. Gli accertamenti ispettivi condotti dalla Banca d'Italia presso il Credito Cooperativo Fiorentino (Ccf) dal 25 febbraio al 21 maggio scorsi hanno evidenziato ''gravi carenze'' degli organi aziendali, con ''totale accentramento dei poteri'' sulla figura dell'allora presidente Denis Verdini (coordinatore nazionale del Pdl) ed ''estesi profili'' di potenziale ''conflitto di interessi'' dello stesso Verdini con quelli della banca, per affidamenti pari a 60,5 milioni di euro. E' quanto scrive Bankitalia – secondo quanto apprende l'ANSA – nella delibera 553 del 20 luglio scorso inviata al ministro dell'Economia e alla Segreteria del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr), con la quale e' stata proposta – e poi disposta con decreto del 27 luglio dallo stesso ministro Giulio Tremonti – l'amministrazione straordinaria della banca fiorentina, finita anche nell'inchiesta sulla cosiddetta P3 .

VERDINI, CONTRO DI ME ACCUSE INSUSSISTENTI - "Si tratta dell'inizio di un provvedimento amministrativo al quale rispondero' puntualmente e adeguatamente nei termini previsti dalla legge. Per quanto riguarda il mio 'potenziale conflitto di interessi' nei confronti del Ccf evidenziato nel verbale di contestazione, questo e' fondato su ipotesi errate di fatto e di diritto, la cui insussistenza sara' presto dimostrata, in quanto ho sempre operato nella massima trasparenza e nell'interesse della banca". Lo afferma in una nota Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, commentando la notizia dell'ipotesi di un suo conflitto di interessi con il Credito Cooperativo Fiorentino contenuto in un rapporto della Banca d'Italia. "Rilevo altresi' – aggiunge Verdini -, in merito al nuovo polverone mediatico che si sta alzando e alle conseguenti strumentalizzazioni politiche, che nella delibera degli ispettori non c'e' traccia alcuna delle infamanti ipotesi uscite sulla stampa nei mesi scorsi, tese a individuare nel Ccf un crocevia di tangenti e di malaffare".

Immediato presa di posizione del Pd, con una nota diGianclaudio Bressa, capogruppo in commissione Affari Costituzionali del Senato: "Il quadro che emerge dai riscontri degli ispettori di Bankitalia è molto pesante. Se confermato, Verdini deve trarne le inevitabili conseguenze politiche e dimettersi".