06 lug. – di Biagio Marzo – Sciolto il nodo Brancher con le sue dimissioni da ministro, restano in piedi il caso Fini, la manovra economica anticrisi e il provvedimento sulle intercettazioni, last, but not least. Berlusconi ha disinnescato la mina Brancher, ma restano sul terreno le altre che deve sminarle, a tamburo battente, pena la dissoluzione della maggioranza.
Una operazione rischiosa in quanto la minoranza alla cui testa c’è Gianfranco Fini non gli dà tregua. Il 24 luglio ’43 non ci sarà , come auspica qualcuno, perché Gianfranco Fini non è in grado di mandare a casa Silvio Berlusconi come riuscì Dino Grandi con Benito Mussolini, il quale fu arrestato per ordine del Re e, successivamente, tradotto a Campo Imperatore. L’accostamento di Berlusconi con Mussolini e di Fini con Grandi è fuori luogo, ma quando si individua il Presidente della camera come il capo dei congiurati che vorrebbe far fuori il Capo del governo, viene semplice pensare a quell’avvenimento storico, visto che siamo a luglio e si parla di congiura.
 Berlusconi non è in difficoltà per l’aggressività dell’opposizione, bensì per il dissenso palese e occulto all’interno del Pdl. Fini lo ha dichiarato nell’ultima riunione di Direzione e poi lo ha praticato, senza alcun timore, ma sotto la cenere sono presenti i mal di pancia di alcuni esponenti che sono preoccupati sia della rissa nel partito sia del governo in affanno e senza una precisa rotta. Beninteso, il problema dei problemi politici resta Fini, il quale sta svolgendo un gioco di corrente destabilizzante, arrivando al punto che la maggioranza berlusconiana, sull’orlo di una crisi di nervi, gli ha chiesto, senza mezzi termini, che è meglio che esca dal Pdl in modo consensuale che, invece, di stare dentro, in modo conflittuale.
Stefania Craxi, con una lettera al Corsera, ha rivolto un appello al presidente della Camera ed alla stessa maggioranza: "Perché, signor presidente, non prende la legge sulle intercettazioni e non si adopera nelle sedi proprie di partito per toglierne le criticità denunciate dal Presidente della Repubblica e restituirla alla sua natura originaria di contenimento degli abusi?â€
Ed è anche indubbio che Gianfranco Fini gioca oggi un ruolo sempre più centrale di cui tener sempre conto e attenzione. Sta di fatto che il caso Brancher è ormai un falso problema, perché il neo ministro si è dimesso, togliendo il disturbo. Ragion per cui, la mozione di sfiducia individuale presentata dal Pd e dall’Idv contro il ministro Brancher non ha più senso. Insomma, la maggioranza le castagne dal fuoco se l’è tolte da sé. Tanto rumore per nulla.
Tuttavia, la coalizione di governo, per giorni, è stata nell’occhio del tifone, perdendo credibilità e consensi. Una sorta di autogol che avrebbe potuto evitare. Sorprende il fatto che il Pd tramite Enrico Letta abbia puntato sul caso Brancher, per disegnare uno scenario fantapolitico: crisi di governo e formazione di un nuovo quadro politico, tirando in ballo persino il Presidente della repubblica che, secondo Letta, “con la sua saggezza saprà trovare la soluzione miglioreâ€.
Valeva la pena appellarsi al Quirinale, quando anche le pietre sapevano che il problema Brancher si sarebbe risolto con le dimissioni? Ancora una volta, il Pd non ha dato il meglio di sé, politicamente. Non è tutto. Sulla manovra economica anticrisi è stato alzato un polverone che si sarebbe potuto evitare. Ma non c’è atto politico e di governo, (con una grancassa mediatica ben orchestrata, come abbiamo visto sul taglio delle tredicesime), che non sollevi problemi e questa è una maledizione che pesa sul governo. Diciamo maledizione per non dire deficit di cultura di governo.
Per dirla tutta, Tremonti ha a disposizione una coperta dei poveri tirata da tutte le parti, perché nessuno vuole essere penalizzato, ma così facendo il Sistema Italia va gambe all’aria. Nonostante Tremonti tenga la barra ferma sulla manovra, viene strattonato dalla maggioranza e dall’opposizione e, alla fine, bisogna vedere quale provvedimento verrà approvato dal Parlamento. La spina Tremonti è quella più fastidiosa per Berlusconi, rispetto a quella più insidiosa e velenosa di Fini. Biagio Marzo.















Qualunque soluzione che consenta a Fini di togliersi dal PDL è valida se attuata subito. Vivere con in casa un simile personaggio non è augurabile a nessuno.
si ma bisogna valutare se il cancro è fini e finiani o il resto del pdl …io credo che fini sia il cancro del pdl invece il pdl il cancro del paese …insomma fini è il cancro del cancro ma è la cura del paese
FINI E’ SEMPRE STATO UN PERDENTE..NEI PANNI DEI VINCENTI NON SI SENTE A SUO AGIO…(DOPO ANNI ED ANNI DI OPPOSIZIONE…)QUINDI TOLGA IL DISTURBO E LASCI GOVERNARE CHI IL POPOLO HA VOTATO …POI SE BERLUSCONI TRA TRE ANNI NON HA LA MAGGIORANZA NEL PAESE VA A CASA pure lui ..E’ LA DEMOCRAZIA..NON E’ MOLTO DEMOCRATICO INVECE CHE UNA PERSONA(FINI) RICOPRA LA TERZA CARICA DELLO STATO …DOPO LA VITTORIA DI BERLUSCONI ALLE ELEZIONI…VOTATO DAL PARLAMENTO CON UNA SCHIACCIANTE MAGGIORANZA CHE HA OTTENUTO BERLUSCONI…ORA DUE SONO LE COSE …O ACCETTA DI FAR GOVERNARE CHI LO HA ELETTO ….(TANTO GLI ITALIANI SAPRANNO DECIDERE ALLA SCADENZA DEL MANDATO DEL GOVERNO)…OPPURE SI TIRA FUORI E LASCIA QUELLA CARICA CHE IN QESTO CASO NON GLI COMPETE………SEMPLICE
Fini da “animale politico”, colpisce ai fianchi senza affondare, ha bisogno di due cose: Sfiancare Berlusconi per riorganizzare le truppe nel medio-lungo termine e far si che il premier che non ama correnti e correntismi e soprattutto ama non consultarsi con nessuno ed avere le libertà da predellino, lo cacci a malo modo, cosa che gli lascerebbe mani libere e maggior potere di contrattazione. Quanto potrà durare la pazienza del Premier? Poi ognuno per la sua strada ed elezioni anticipate.
Chi la dura la vince. E Fini dura da molto più tempo di Silvio e di tempo davanti ne ha molto di più.
tieni duro Gianfranco, concavo o convesso, si stanca prima una bilancia di un capricorno….
fini e’ stato sempre uno che ha vissuto alle spalle di berlusconi , quando si e’ mosso senza berlusconi ha perso sempre , ora lui pensa di logorare berlusconi ai finchi senza sapere che uno come berlusconi ama le battaglie mentre lui scappa ogni volta che c’e da combattere come fece il sabato prima delle elezioni regionali a roma,ora berlusconi sta solo aspettando il momento per piazzare il colpo del ko a Fini
Per i politologhi la diatribe tra i due con-fondatori son questioni di principi politici. Gian Franco Fini, e’ un uomo di principio e l’altro e’ opportunista politico.
Entrambi hanno il carattere politico diameterlicamente opposte. Fini e ‘ una persona che era nella politica primo del premier e ha la maturita’ politica molto ricca. Lui antepone prima gli interessi popolari, invece l’altro per gli interssi personali e per la mafia che l’ha eletto a maggioranza da ambo le camere. E’ volgare, arrogante, ignorante e presentuoso e politicamente immaturo.
Fini ebbe i suoi nonni ed il suo amato padre poliicanti benche’ professassero di fede poltica opposta. Il nonno paterno e suo padre erano del P.C.I. invece suo nonno materno era un fascista e fece parte della marcia di Roma e difese la repubblica di Salo’.
Mentre Berlusconi era per opportunismo socialista, quando il leader del P.S. I. ed il premier era il defunto B. Craxi. Ora, lui, Gianni Letta, Paolo Buonaiuto Cicchitti erano sinistra poiche’ non hanno carattere politico e la dignita’, includino l’ex sindaco comunita l’ex compagno Bondi. Una persona politica che non ha un principio e’ opportunista e va con il vento come una barca.
Finale, c’e’ una domanda che ogni persona puo’ chieders a proposito della politica del partito di destra. Erano 3 uomini politici che formavano in coalizione del secondo governo Berlusconi. Perche’ prima il leader del partito politico dell’U.D.C. Caisi si allantono’? La risposta della mia domanda puo’ fare intendere il motivo della bilaterale diatribe politica.
Gianugo Felici
La bilaterale diatribe dei co-fondatori del partito e’ baseto sul principio politico.
Fini e’ nazionalista e l’altro e’ individualista.
Lettori avete mai chiest voi stessi perche’ Casini si distacco’ dal premier.
Gianugo Felici
ASCOLTARE GIANFRACO, ASCOLTARE GIANFRANCO, ASCOLTARE GINFRANCO.
RIPETEVO E RIPETEVO E RIPETEVO.
MA lui, NO e NO e NO.
Cosi facendo GIANFRANCO si E’ ritrovato con le tasche piene di elementi.
MA NO, lui, IL grande, VOLEVA DIMOSTRARE IL METODO VINCEDNTE DEL SUO MODO DI ESISTERE, IL SUO MODO DI RAZZOLARE, L’INDISTRUTTIBILE “VANNA MARCHI”.
IL PERCORSO E’ LO STESSO, NON SI CAMBIA FINCHE’ NON BRUCIA TUTTO.
dimentica che chi gli ha concesso di diventare grande è stato proprio un politico, un certo BETTINO CRAXI.
Alla politica occorre portare rispetto, e Berlusconi in verita’ per FINI non ne ha MAI avuto tanto.
Ricordo in un CONGRESSO di AN il Berlusconi INVITATO tracimò da padrone distribuendo libri,
Sei stato invitato comportati da invitato, macchè!!!!?
Mille volte mille gaffe.
E paziente GIANFRACO lo ha sopportato, senza mai mandarlo AFF…..LO, MA BERLUSCONI interpretava questa educazione come una macanza di carattere.
Ma lo stesso FINI sbagliava quando si ostinava a non capire che aveva a che fare con un cafone pieno di soldi dai metodi concussori.
Bene fa GINFRANCO oggi quello che fà , ma guai se ricade nel precedente errore pensando di aver ammansito l’animale.
Ormai deve andare fino in fondo, vincendo su lui significa vincere su tutti
Atrimenti se perde sara’ un perdente per tutti.
AUGURI GIAN.
Dopo l’affaire Brancher, concluso con le dimissioni del ministro, Silvio Berlusconi, di ritorno dai suoi impegni internazionali, ha avocato a sè i problemi della politica nazionale. Il principale dei quali è la manovra economica. Non tanto perchè rimane alto il conflitto tra Tremonti e i governatori per il taglio di quattro miliardi. O per la levata di scudi di Confindustria che non gradisce la parte fiscale della manovra. Soprattutto perchà il premier la partita vera la gioca con gli italiani. Che non dormono sonni tranquilli per la crisi economica. Che si aspettano dal premier molto di più dell’ottimismo che sprigiona con disincantata allegria. Per una volta tanto deve abbandonare la vulgata dell’imprenditore prestato alla politica e vestire i panni del politico di professione. Probabilmente un accordo col titolare del Tesoro avverrà . Ma Tremonti ha il merito di avergli indicato l’orizzonte del futuro della politica italiana. Il predidente del Consiglio deve mostrare coraggio nelle scelte e determinazione nel perseguirle. Deve avere la forza di parlare al paese delle necessità stringenti, come ad esempio il blocco degli scatti di anzianità o il taglio di spese ingiustificate che possono bloccare il futuro del sistema Italia. Come fece Bettino Craxi quando, nella notte di San Valentino, il governo da lui presieduto adottò un decreto legge sulla predeterminazione degli scatti della scala mobile. Ebbe l’ostilità preconcetta della sinistra massimalista della Cgil e del suo referente politico, il Pci. Ma non della maggioranza degli italiani che rispedì al mittente, il Pci, il referendum abrogativo promosso un anno dopo. E’ tempo per Berlusconi di scelte coraggiose che faccia uscire il paese dalle secche della recessione.Anche di scelte impopolari che alla lunga, il tempo si sa è galantuomo, possono risultare positive in termini di consensi. Per non perdere la fiducia non solo dei militanti del suo partito, ma anche dei tanti elettori che gli hanno dato fiducia.
x gianugo felici
ma cosa stai dicendo?
l’udc si staccoì’ xchè nn ebbe cio che chiedeva……
tutto li
e lo stesso sta succedendo ancora
con un altra persona………..
BERLUSCONI SOCIALISTA ?!
QUESTAè LA BUFALA CHE GIRA DA ANNI……
PECCATO CHE SILVIO NN è LO è MAI STATO………COME NN è MAI STATO DEMOCRISTIANO…….
DICIAMO CHE HA FATTO UN PARTITO DOVE SONO CONFLUITI SIA DC CHE PC CHE PSI CHE PLI…….TUTTI INSOMMA…..SOLO CHE LA RIVOLUZIONE LIBERALE DI MASSA NN CI FU……..XCHè PROCURE E POTERI FORTI (E ALLTRI)LO OSTACOLARONO
TUTTO LI
COMUNQ
La rivoluzione liberale non la fa uno che non ha niente di liberale nel suo dna
1 1=2
basta usare le ‘scelluline grisce…’
L’eterno duello fra Fini e Berlusconi? Ma Fini che duello può fare? Quello contro i mulini a vento?