09 lug. - La scelta di porre la fiducia sulla manovra finanziaria e' stata "un atto di coraggio del governo". Se il Parlamento non la approverà "andremo a casa".
Lo dichiara il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell’intervista rilasciata a Giovanni Toti, direttore di "Studio aperto", il telegiornale di Italia 1.

Il premier rileva che "gli ultimi dati economici confermano la validità della linea del linea governo" in questa fase difficile
e spiega che "la ripresa e' in corso, sarà tanto più salda quanto più collegata a una politica di rigore nei conti pubblici". Ma "i saldi dovranno restare invariati".
 
Silvio Berlusconi rilascia un'intervista a tutto campo alle telecamere di Studio Aperto. Dopo aver difeso la scelta dell'esecutivo di ricorrere alla fiducia sulla manovra economica, ha difeso anche  il ddl sulle intercettazioni, alla vigilia della giornata del silenzio indetta dalla Fnsi. "È una legge sacrosanta" ha sottolineato il premier, aggiungendo che "ricalca un altro disegno di legge approvato con una maggioranza bulgara nel 2007 quando al governo c'era la sinistra". Ma allora "nessuno allora parlò di legge bavaglio, di oltraggio alla libertà e alla democrazia, ma per la sinistra democrazia e libertà esistono solo quando al governo ci sono loro".  
 
Infine, il Presidente del consiglio dice la sua sulla protesta degli aquilani a Roma e ai conseguenti disordini: "mi pare che ci sia stata molta strumentalizzazione. Noi abbiamo fatto come governo un intervento immediato ed efficace dopo il terremoto".
Sulla ricostruzione dell'Aquila Berlusconi non ha dubbi: "Spetta agli enti locali, al comune e alla regione. Il governo doveva dare i finanziamenti, cosa che è stata fatta finora". E agginge soddisfatto: "l'esecutivo a l'Aquila ha fatto il miracolo per come e' intervenuto subito dopo il terremoto, come nessun altro paese e' riuscito a fare dopo una catastrofe naturale. In meno di 10 mesi abbiamo dato una casa a chi l'aveva persa". Â