Renzo Bossi ha affermato di aver superato i pregiudizi che aveva, grazie alla sua visita in Sicilia alla ricerca delle sue radici. Come si legge nel suo blog, "Avevo visto il film Benvenuti al Sud e venire di persona è stato divertente".

Le parole del Consigliere regionale sono estratte dall'ampio reportage della «missione» siciliana di Renzo Bossi, che il settimanale «Diva e donna», in edicola mercoledì, pubblica in esclusiva in due puntate.
Nei giorni scorsi, Renzo Bossi, si è recato in treno, auto e traghetto a Roma, Napoli e in Sicilia, a Palermo, nella Valle dei Templi e a Favara, paese di origine del bisnonno partigiano Calogero Marrone, nonno della madre Manuela. Qui ha incontrato il cugino Tano Schifano e alcuni cittadini e ha deposto un fiore davanti alla casa natale del parente: «È in stato d'abbandono», ha commentato, «vorrei acquistarla per farci un museo».
«Quando mamma mi ha raccontato la storia del mio bisnonno siciliano ho subito pensato fare un viaggio al Sud alla scoperta delle mie origini. Ma ho deciso di farlo solo adesso perché si sta realizzando la riforma federale. Voglio portare qui il messaggio di papà e lanciare un appello alla gente, guardandola in faccia: il federalismo non è contro di voi: servirà anche al Sud». Bossi jr su «Diva e donna» si è fatto immortale indossando una coppola siciliana e ha commentato: «In Sicilia ho avuto una bellissima accoglienza, calorosa: sembrava quasi impossibile…Quando sono partito, lo ammetto, avevo dei pregiudizi per come fin da piccolo mi sono stati raccontati certi aspetti del meridione. Ma la gente qui è stata molto affettuosa». Renzo Bossi, nel suo viaggio al Sud è stato sempre seguito dagli uomini della scorta: «Mi hanno spiegato che la prudenza non è mai troppa. Ho molti occhi su di me e sulla Lega sono state raccontate tante assurdità che al Sud hanno fatto presa. Ma non ho avuto paura e non mi sono tirato indietro».