Ha prevalso lo spirito di collaborazione. Dopo i toni a dir poco polemici Italia e Francia avevano tenuto alla vigilia del vertice bilaterale sull'immigrazione, a quanto pare i due governi hanno deciso di collaborare per far fronte all'emergenza.
“Per sollecitare la Ue a contrastare l'immigrazione clandestina abbiamo concordemente deciso un pattugliamento comune sulle coste tunisine fra Italia e Francia per bloccare le partenze dalla Tunisiaâ€, queste le parole con cui il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha spiegato l'esito delle consultazioni.
“Per sollecitare la Ue a contrastare l'immigrazione clandestina abbiamo concordemente deciso un pattugliamento comune sulle coste tunisine fra Italia e Francia per bloccare le partenze dalla Tunisiaâ€, queste le parole con cui il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha spiegato l'esito delle consultazioni.
La situazione sembra essersi appianata dunque, dopo che il governo francese aveva minacciato di rimandare in Italia tutti gli immigrati che valicheranno la frontiera in possesso del solo permesso temporaneo di soggiorno; la replica di Maroni, pero', non si era fatta attendere e la secca risposta era stata: "mettere le truppe, come a Risiko, alla frontiera tra noi e la Francia è la cosa più sbagliata" invitando poi la Francia a uscire dal trattato di Schengeb per impedire che i migranti circolino liberamente anche in territorio francese.
Una polemica che aveva fatto parlare di vero e proprio strappo; il discorso di Maroni a Porta a Porta era stato chiaro: il responsabile del Viminale aveva spiegato di non trovare giustificazioni nella politica di sbarramento messa in atto da Parigi.
Il punto ruoterebbe attorno alle intenzioni di molti dei migranti sbarcati in Italia che avrebbero dichiarato di non volersi fermare nel nostro Paese : la loro meta? Altre nazioni europee in primis la Francia, ovvio punto di riferimento per tutte le popolazioni dell'area maghrebina. E' proprio per questo il governo di Sarkozy tsi è allarmato temendo l'invasione e correndo ai ripari stabilendo restrizioni dell'ultima ora per l'ingresso di stranieri sul proprio territorio – obbligo di possesso di un passaporto e delle risorse necessarie al proprio sostentamento. Questoi cambio di rotta pero' ha fatto si' che automaticamente si creassero le condizioni per respingere alle frontiere coloro che siano in possesso di un solo permesso temporaneo di soggiorno, documento che le autorità italiane hanno deciso di rilasciare alle migliaia di profughi arrivati in questi giorni dal Nord Africa.
Mentre i vertici discutono sul da farsi, non si arrestano le ricerche dei dispersi del naufragio dello scorso martedi'; gli sforzi pero' nonstarebbero producendo nessun risultato: all'appello mancano ancora 250 persone, nonostante le operazioni siano andate avanti per tutta la giornata di giovedì e proseguiranno anche venerdi'. L'area del mare Mediterraneo, dove si è verificata la tragedia, è stata battuta da elicotteri, aerei e navi di ogni reparto. La Guardia di Finanza e la Capitaneria di porto si sono avvicendate nelle operazioni ma l'impeto del mare non ha dato loro alcuna speranza. I corpi dei dispersi sono quasi sicuramente sul fondo del mare e non riaffioreranno fino a quando le condizioni meteo non saranno migliorate e le forti correnti sparite.
 Intorno alle 7:30 è invece salpata dal molo di Cala Pisana, a Lampedusa, la nave "Flaminia" della Tirrenia, con a bordo diverse centinaia di migranti. La nave, secondo quanto di apprende, dovrebbe approdare oggi prima a Catania e poi a Livorno. Con il trasferimento di questa notte, nel centro di accoglienza dell'isola rimangono ormai soltanto alcune decine di migranti. Giovedi' notte, invece, è decollato dall'aeroporto dell'isola un aereo con una trentina di migranti diretti a Tunisi: si tratta del primo rimpatrio dopo la firma dell'accordo italo-tunisino di martedì scorso. I tunisini rimpatriati avrebbero tutti dei precedenti penali, secondo quanto riferito da alcune fonti all'Ansa. Secondo le stesse fonti sarebbero state le stesse autorità tunisine a fornire l'elenco di chi aveva precedenti con la giustizia. Ci sono stati però momenti di tensione al centro di accoglienza di contrada Imbriacola dopo la diffusione della notizia del rimpatrio forzato. Nel timore di essere rimpatriati anche loro, i 74 tunisini che erano arrivati mercoledì assieme a quelli adesso espulsi, hanno protestato animatamente e solo a tarda notte le forze dell'ordine hanno riportato la calma. L'ultimo sbarco di tunisini è avvenuto nell'isola alle 0,30 della notte di mercoledì, quando sono arrivati 104 migranti su un barcone soccorso dalla Guardia Costiera.















