L'Aula di Montecitorio ha registarato il pienone, l'unico posto vuoto è quello solitamente occupato dal presidente del Consiglio, per l'esame del ddl che contiene la norma sulla prescrizione breve. Bocciata dall' Assemblea la richiesta del Pd di rinviare il provvedimento in Commissione.
Alcuni articoli della Costituzione italiana vengono letti in Aula dal Partito Democratico, quando si passa all'articolo 3 che contiene il taglio della prescrizione per gli incensurati, inserita dal relatore del provvedimento Maurizio Pani. Dario Franceschini ha detto: «Con l'articolo 3 arriviamo al momento massimo in cui vengono calpestate le regole, introduciamo nel nostro ordinamento un'amnistia generalizzata. Si calpesta lo stato diritto e i principi della nostra Costituzione, tutto questo in fretta. Per questa ragione impiegheremo parte del nostro tempo per leggere gli articoli della Costituzione». Massimo D'Alema ha letto l'articolo 77 della Carta, quello sul presidente della Repubblica. Poi, ha aggiunto, un commento: «Meno male che c'è il presidente della Repubblica perché è l'unico punto di riferimento per i nostri cittadini». E sul potere di scioglimento delle Camere del capo dello Stato, l'esponente del Pd ha aggiunto: «E più che una lettura è un auspicio…».
"Sara' un Vietnam" dice Roberto Giachetti, responsabile d'Aula del Pd, preannunciando la battaglia parlamentare e le varie formazioni si stanno organizzando seriamnete intenzionata a non retropcedere di un passo dalle rispettive posizioni. "Staranno tutti li' e faremo votare quando decidiamo noi" commenta in un'intervista al Corriere della Sera. "Ci sono circa 190 votazioni e non sono poche. Devono restare in aula dalla mattina alla sera e magari anche in seduta notturna". La seduta odierna continuera' a oltranza e l'ipotesi di un proseguimento fino a mezzanotte è tutt'altro che peregrina.
Il voto finale è fissato per mercoledi' alle 18:00, ma in mezzo ci sono molte votazioni sugli emendamenti che, in caso di distrazioni del Pdl, potrebbero riservare qualche sorpresa alla maggioranza. Non è un caso se il capogruppo Fabrizio Cicchitto ha sentito il bisogno di scrivere a tutti i suoi deputati, richiamandoli all'ordine e alla presenza. Una precettazione che di fatto varrà anche per tutti i ministri-parlamentari: la loro assenza potrebbe essere sfruttata dall'opposizione per far passare un emendamento che costringa poi ad una revisione del testo e a nuovi passaggi parlamentari, con conseguente allungamento dei tempi dell'entrata in vigore. Anche Gianni Letta ha deciso di commentare il passaggio che attende il Parlamento: "Quella che si prospetta sarà una settimana incandescente" e, particolarmente oggi, sarà "una giornata difficile. "Alle nostre solite responsabilità – ha aggiunto -, in questi giorni aggravate dalla guerra in Libia e dalla questione degli immigrati, si aggiungono queste giornate incerte, affannose e amare".















