Non si fermano i malumori all'interno del Pdl, dopo l'uscita di Stefania Craxi su Berlusconi arriva anche lo sfogo di Galan, neo-ministro alla cultura contro Tremonti.
Per Galan, come si puo' leggere in un intervista pubblicata da Libero, "lo spettro di Tremonti aleggia su qualunque decisione del governo – e – di questo spettro non se ne puo' piu'."
L'accusa piu' pesante riguarda pero' l'incapacita' del Ministro dell'Economia di saper fare scelte importanti:
"Tremonti e' spietato ma la sua politica dei tagli lineari equivale a non scegliere. Abbia il coraggio di sporsi, di decidere. Per esempio, dove e' finita la bataglia per l'abolizione delle privince? Ma davver c'e' qualcuno che crede a Tremonti quando dice che abolendole non risparmieremo una lira? Il punto è che il centro delle decisioni del governo non può stare a via XX Settembre ma deve tornare a Palazzo Chigi.Non è più accettabile che i provvedimenti approvati da tutto il Consiglio dei ministri vengano poi ritoccati e finiscano in Gazzetta Ufficiale modificati nelle cifre e nei contenuti".
Per Galan e' necessario tornare allo spirito del '94, in cui i politici di professione non esistevano ed era in dubbio anche se presentare liste nelle amministrative, mentre ora "ci siamo ridotti a prendere ordini da politici di professione come Ignazio La Russa e Fabrizio Cicchitto. Detto davvero con tutto il rispetto. Di piu'. Siamo scesi in politica in nome delle idee liberali e oggni siamo finiti con un governo perennemente commissariato da un socialista come Giulio Tremonti. Che, vorrei ricordarlo, entro' in Parlamento con il Patto Segni e i voti del centrosinistra. E mi pare scontato che un liberale come me non puo' stare dalla stessa parte di un socialista". Insomma, se il messaggio doveva arrivare, sia a via XX Settembre sia a Palazzo Grazioli, non c'è dubbio che sia arrivato chiaramente.
E il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ribadisce il suo pieno sostegno all'azione del Ministro dell'economia Giulio Tremonti: "Grazie alle linee di politica economica, sempre condivise e approvate dal Consiglio dei Ministri, l'Italia ha garantito la tenuta del bilancio dello Stato e con questa la sicurezza del risparmio e la coesione sociale. E' una linea che deve essere mantenuta in un contesto di permanenti turbolenze finanziarie nel mondo".