Chissa' se Gianni Letta credeva a cio' che diceva, rispondendo nel primo pomeriggio all'ennesima telefonata di un ministro, desideroso di avere notizie dal "fronte".
E dal "fronte" si era venuto a sapere che il premier e il titolare dell'Economia si erano gia' sentiti. Il tono della conversazione era stato molto acceso, ma senza che si ripetesse il solito canovaccio in cui Tremonti minaccia le dimissioni e Berlusconi le respinge.
No, stavolta non era andata cosi'. E tuttavia non bastava, non poteva bastare una nota di palazzo Chigi per chiudere il "caso" fatto scoppiare dal Giornale con un'intervista al ministro Galan, che accusava Tremonti di aver "commissariato il governo" e di "far perdere voti" al centrodestra.
Anche Letta lo sapeva.
Infatti dopo la telefonata sono servite altre due ore di colloquio al Cavaliere per mettere una pezza nei rapporti con il titolare di via XX Settembre. E al termine del vertice – complicato come puo' esserlo ogni vertice tra i due – davanti a Berlusconi che tentava di sdrammatizzare, "è andato tutto bene", Tremonti seduto a fianco a lui non la smetteva di scherzare: "Come sempre abbiamo litigato, però stavolta mi sa che abbiamo superato il limite e non sappiamo come tornare indietro".
Infatti dopo la telefonata sono servite altre due ore di colloquio al Cavaliere per mettere una pezza nei rapporti con il titolare di via XX Settembre. E al termine del vertice – complicato come puo' esserlo ogni vertice tra i due – davanti a Berlusconi che tentava di sdrammatizzare, "è andato tutto bene", Tremonti seduto a fianco a lui non la smetteva di scherzare: "Come sempre abbiamo litigato, però stavolta mi sa che abbiamo superato il limite e non sappiamo come tornare indietro".















pronto il passaggio con casini!
…vogliono scaricarli tutte le colpe.. se non è scemo dopo le elezioni si dimette.