Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, archivia cosi' la vicenda della candidatura dell'avvocato indagato per i manifesti con scritto 'Via le Br dalle Procure': "Il segretario regionale del Pdl Mantovani ha in mano una lettera di dimissioni irrevocabili da parte di Roberto Lassini, secondo quelle che sono le modalita' comunicate dal Viminale. Per me il caso Lassini è chiuso".
 
Lassini intanto ha raccontato ieri a "Porta a Porta" di aver ricevuto al telefono la solidarieta' del premier Berlusconi. L'ex sindaco di Turbigo due giorni fa aveva scritto una lettera di scuse al presidente della Repubblica e aveva convocato una conferenza per annunciare che avrebbe rinunciato alla campagna elettorale e alla candidatura alle comunali.
Ieri sera, invece, ha spiegato che, in caso di elezione, "bisognera' rispettare certamente la volonta' dei milanesi. Io penso che sara' una decisione di carattere politico che – ha aggiunto – non dipende certamente solo da me".
 
Pur rinunciando alla campagna elettorale, di cui ora comunque non pare avere bisogno, vista l'eco suscitata dalla vicenda dei manifesti, che hanno proiettato l'ex sindaco di Turbigo sulla ribalta nazionale, Lassini non si puo' tecnicamente dimettere dalla lista elettorale dopo essere stato candidato, come spiegato dal Viminale.
La sua rinuncia irrevocabile alla candidatura, sbandierata solo due giorni fa, sembrava quindi valere come una rinuncia al posto in Consiglio in caso di elezione. Oggi invece, anche dopo il pezzo del direttore del Giornale intitolato 'Io voto Lassini e Moratti', il candidato si è appellato alla volonta' degli elettori, tra cui è certo di avere Daniela Santanche', che ha pubblicamente detto che lei lo voterebbe.
 
E aggiunge la sottosegretaria all'Attuazione del programma: "Il caso è chiuso, nel senso che saranno i cittadini milanesi a decidere. Siamo in democrazia, non possiamo censurare la libertà di voto. C'è il sistema delle preferenze e sarà il popolo sovrano a decidere su Lassini". E continua ribadendo quanto detto nei giorni scorsi: "Lui è in lista e non si può togliere, questo è stato già sancito. Ora tocca ai milanesi, ma bisogna ricordare che in passato Lassini è stato 42 giorni in carcere e poi ci sono voluti cinque anni per l'assoluzione: ha già pagato abbastanza. Se si continua a dire che ci vuole una giustizia giusta, bisogna stare con Lassini. Con i manifesti ha sbagliato, lo abbiamo condannato, ha chiesto scusa: direi che ha già pagato abbastanza, ora tocca ai milanesi e al loro voto"