La decisione da parte dell'Italia di partecipare ai bombardamenti in territorio libico, e' sostenuta anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
''L'ulteriore impegno dell'Italia in Libia annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio Berlusconi costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a meta' marzo,
secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento'', ha detto Napolitano, che ha poi fatto riferimento al ''piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato''.


''Oggi – ha aggiunto ancora Napolitano – ci interroghiamo, in Europa e in tutto l'Occidente, sulla possibilita' di rivoluzioni o evoluzioni democratiche nel mondo arabo, fatto senza precedenti e carico di potenzialita' straordinarie. E le previsioni non sono facili, ne' e' semplice il compito che puo' spettare a paesi come il nostro. Ma cio' non toglie che sentiamo, in particolare, noi italiani, nel ricordo delle lotte di liberazione e del 25 aprile, di non poter restare indifferenti di fronte al rischio che vengano brutalmente soffocati movimenti comunque caratterizzati da una profonda carica liberatoria. Non potevamo restare indifferenti alla sanguinaria reazione del colonnello Gheddafi in Libia''.
''Ancora una volta – ha concluso – i Comandi e vari comparti delle nostre forze armate sono chiamati a fare la loro parte con la professionalita' e la dedizione che li distinguono''.
Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama, ha illustrato quale sara' l'impegno dell'Italia nella missione in Libia: "Non si tratta di bombardamenti con le classiche bombe a grappolo, si tratta di interventi con dei razzi di estrema precisione su singoli obiettivi militari, come mezzi in movimento e via dicendo. Abbiamo parlato al telefono con il presidente del comitato di transizione di Bengasi e abbiamo fatto il punto e mi ha ringraziato per la decisione di aumentare la flessibilita' operativa dei nostri velivoli: l'Italia dava già un contributo con i suoi velivoli e navi, ma insistentemente ci hanno chiesto gli alleati e gli Usa di poter far intervenire i nostri velivoli su obietitvi militari", ha detto il premier, aggiungendo di poter "escludere con certezza" la possibilita' di "provocare danni alla popolazione civile".
Berlusconi ha aggiunto che la decisione "è il seguito logico della decisione Onu", alla quale "abbiamo sentito di non doverci sottrarre perchè riteniamo che di questo nostro intervento c'è bisogno".
La svolta interventista del Premier viene decisamente contrastata dall'opinione  della Lega e dalla posizione del Senatur che ha affermato  a riguardo :"Non sono d’accordo sui bombardamenti, le guerre non si fanno né si annunciano, ora Gheddafi ci riempirà di clandestini", attaccando il premier anche sul fronte dell'immigrazione.