28 lug. – "Il trasferimento in Serbia non toglie prospettive a Mirafiori. Per la gamma alta esistono altre alternative". Cosi' l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, nel corso della riunione del tavolo a Torino.
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Le nostre non sono minacce ma non siamo disposti a mettere a rischio la sopravvivenza della Fiat". Cosi', secondo quanto si apprende, l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne intervenendo alla riunione del tavolo in corso a Torino.
Formalmente la newco per Pomigliano gia' esiste e si chiama "Fabbrica Italia Pomigliano". La nuova societa', secondo quanto emerge dal Registro delle imprese della Camera di Commercio di Torino, e' stata costituita il 19 luglio. Controllata al 100 per cento da Fiat Partecipazioni, "Fabbrica Italia Pomigliano" ha un capitale di 50 mila euro e il presidente e' lo stesso ad del Lingotto, Sergio Marchionne.
Oggetto sociale della newco, secondo la descrizione del Registro delle imprese, e' "l'attivita' di produzione, assemblaggio e vendita autoveicoli e loro parti". A tal fine, si legge, "puo' costruire, acquistare, vendere, prendere e dare in affitto o in locazione finanziaria, trasformare e gestire stabilimenti, immobili e aziende". Inoltre la societa' "puo' compiere le operazioni commerciali, industriali, immobiliari e finanziarie, queste ultime non nei confronti del pubblico, necessarie o utili per il conseguimento dell'oggetto sociale, ivi comprese l'assunzione e la dismissione di partecipazioni e interessenze in enti o societa', anche intervenendo alla loro costituzione". E ancora: "Puo' prestare garanzie sia reali che personali anche a favore di terzi in quanto strumentali al conseguimento dell'oggetto sociale" e infine "tutte le attivita'" di Fabbrica Italia Pomigliano "devono essere svolte nei limiti e nel rispetto delle norme che ne disciplinano l'esercizio". La sede legale della newco resta a Torino, cuore della Fiat, in corso Ferrucci. Intanto, proprio per discutere della nuova societa' che dovrebbe essere costituita per applicare l'accordo su Pomigliano, il Lingotto ha convocato i sindacati per il prossimo 29 luglio a Torino. Appuntamento alle 9.30 nella sede locale dell'Unione industriale.
Sul destino della Fiat non c'è solo la vicenda Mirafiori – Belgrado, ma anche la possibile costituzione di una newco a Pomigliano e l'eventualità di mettere in atto una disdetta del contratto nazionale, per poi riassumere i lavoratori campani con nuove regole. Probabilmente questi delicatissimi punti saranno toccati giovedì nell'incontro tra sindacati e azienda, fissato già prima del vertice con il governo previsto domani nella sede della Regione Piemonte.
A discutere con l'azienda e i sindacati saranno sicuramente presenti il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, in rappresentanza di Berlusconi, ministro ad interim. Come confermano fonti sindacali, quasi certamente si parlerà di "Sostegno alla ricerca e politiche di contesto per la mobilità sostenibile, in particolare in vista del recepimento della direttiva Ue anti-inquinamento sul Pm 10".
Intanto, la Fiom terra' oggi un presidio durante il cambio
turno, dalle 13,30 alle 14,30, alla porta 2 di Mirafiori. Saranno
distribuiti volantini per informare i lavoratori sul tavolo di domani,
convocato dal ministro Maurizio Sacconi e sull'intenzione della Fiat di
dare la disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici.
turno, dalle 13,30 alle 14,30, alla porta 2 di Mirafiori. Saranno
distribuiti volantini per informare i lavoratori sul tavolo di domani,
convocato dal ministro Maurizio Sacconi e sull'intenzione della Fiat di
dare la disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici.
I COMMENTI
Iil sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che domani parteciperà al vertice, chiede al governo impegni precisi, con la
speranza che non sia un altro "tavolo di facciata, convocato per
poter stare sulla notizia, dopodiché non si avvia un lavoro serio per
l'auto in Italia", ma che si arrivi a delle reali e positive conclusioni. Â
speranza che non sia un altro "tavolo di facciata, convocato per
poter stare sulla notizia, dopodiché non si avvia un lavoro serio per
l'auto in Italia", ma che si arrivi a delle reali e positive conclusioni. Â
Angeletti: "Ci aspettiamo che Marchionne confermi gli obiettivi e assicuri a Mirafiori produzioni alternative. Altrimenti – avverte Angeletti – il nostro giudizio diventerà contrario".















