29 lug. -Verdini contro tutti: magistrati, giornalisti, avvoltoi, finiani e ovviamente giornalisti che "scrivono troppe fregnacce, troppa roba morbosa", spiegando così la necessità della conferenza stampa che alla fine rischia di finire in rissa, con la cronista dell'Unità , Claudia Fusani che fa una domanda di rito e si becca le contumelie del deputato Stracquadanio "Dici cazzate".
Quando la Fusani reitera la domanda si inalbera anche Giuliano Ferrara, energico direttore del Foglio che le inveisce, ricordandole il suo passaggio dalla Repubblica all'Unità .
 Insomma, sul banco degli impuatai ci finsice la cronista.
E Verdini? "Mi trovo in una situazione paradossale, sono indagato di partecipazione a una società segreta denominata P3 , un bellissimo titolo da riempire, molto pericoloso nella sua citazione, ricorda la P2 e ricorda anche gli eventi negativi di quella P2. Mi riferisco ai giudizio della magistratura finale e alla disgrazia di molti capitati dentro, tipo importanti editori che si sono ritrovati senza niente, cito il caso del Corriere della sera. È molto pericoloso per la democrazia – non da un punto di vista dell’indagine ma da un punto di vista generale – paralare di associazione segreta della quale non conosco nulla, non ho mai saputo nulla della denominazione, non sono mai stato invitato a parteciparvi, non ne conosco le attività , non conosco alcunché neanche delle finalità â€. Lo ha detto Denis Verdini in conferenza stampa da via dell'Umiltà a proposito dell'inchiesta sulla cosidetta P3 che lo vede indagato.
Sulle inchieste della Campania il coordinatore del Pdl si è espresso così: "La vicenda della candidatura del presidente Caldoro, si è svolta in maniera molto trasparente", spiegando che non si è trattato di "nessun dossier, ma di un foglio dattiloscritto pervenuto in forma anonima al partito e cestinato immediatamente dopo alcune telefonate, fra le quali una a Cosentino , in cui disse che si trattava di chiacchiere di nessun conto".
Sempre in conferenza, Verdini ha anche aggiunto che "la Questione è tornata di moda dopo che il partito ha deciso di candidare Caldoro presidente della Regione in una conferenza stampa a Napoli. Lo stesso volantino, più completo, viene consegnato da Sica, come sta negli atti, il quale voleva fare il candidato alla presidenza della giunta regionale".
"Io e Berlusconi – continua la ricostruzione di Verdini – , abbiamo deciso di portare questo volantino a Caldoro e parlarne con lui e chiedergli come stavano le cose. Caldoro disse che erano tutte balle, che si sentiva offeso e, sul suo onore, disse che non era vero niente. Qui finì la questione, di tutto il resto non so nulla. Sono cose, per quanto mi riguarda, inesistenti. Questo è stato il comportamento del Pdl, mio e del presidente Berlusconi in riferimento alla questione. Così ci siamo comportati, lo rivendico con orgoglio, nella liquidazione di questo eventuale evento diffamatorio a tutela dell’amico Caldoro".Â
Quindi, conclude: "Non mi posso dimettere per una cosa che non so. Non so di cosa si parla, non so di che cosa si tratta. Non vedo argomenti che mi inducano a dimettermi".
BOTTA E RISPOSTA CON BOCCHINO -Â Durante la conferenza stampa sulla cosiddetta "P3" Denis Verdini, ha controreplicato in tempo reale al finiano Italo Bocchino.
Verdini "con la sua conferenza stampa ha confermato di non essere piu' in condizioni, anche psicologiche, di fare il coordinatore del Pdl", dunque sarebbero "piu' opportune le sue dimissioni", e' l'attacco di Bocchino. Verdini, informato in tempo reale della nota stampa diffusa dal vicecapogruppo Pdl a Montecitorio, risponde con sarcasmo: dallo psicologo ci andra' "piu' tardi". Sin d'ora, pero', e' "nelle condizioni politiche per dire che Bocchino non e' nelle condizioni politiche per muovere accusa ad alcuno".
Il Pdl, quando a essere indagato era Bocchino, lo ha difeso in Parlamento, ricorda Verdini. "Se mi consiglia uno psichiatra – conclude ironizzando – ci vado volentieri, almeno chiacchiero".
SPARA A ZERO SU FINI - Su Gianfranco Fini, Verdini dice: "è triste che chieda le mie dimissioni, oggi ho visto sui giornali cose equivoche che lo riguardano. Ma io sono dell'idea che non debbano valere due pesi e due misure. Avrebbe dovuto tutelarmi da rappresentante delle istituzioni ed essendo io un altro rappresentante delle istituzioni".
Sandro Bondi difende Verdini "L'onorevole Verdini ha il merito non solo di avere difeso con forza persuasiva la propria onorabilita', ma anche di avere mostrato come in Italia si possano costruire assurdi teoremi, totalmente inventati al pari della scrittura di una storia romanzata, sulla base dei quali poi emettere sentenze anticipate sia di carattere politico che giuridico, prima ancora del termine delle inchieste e delle eventuali sentenze dei giudici".
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Su Dell'Utri, Verdini ha precisato di non averlo mai scaricato e ha sottolineato che "resta un amico fraterno". Ne ha parlato in relazione alla vicenda dell'eolico, "che non è la mia materia", motivo per cui ha incontrato Carboni. "Ma non capisco perché la mia attività desta attenzione e analoghi incontri fatti da altri invece no. – prosegue sulla vicenda dell'eolico – Io ho solo messo in contatto due persone una con una finalità e l'altro con la possibilità di metterlo in condizione di farle - riferendosi all'incontro tra il presidente della regione Sardegna Carboni e Cappellacci, Pdl -. Peraltro la cosa non ha avuto alcun seguito".















