30 lug. – Al settimo tentativo – il primo con il quorum sceso ai tre quinti dei presenti anziche' degli aventi diritto, alla luce del fatto che per la terza volta si e' registrato in aula il numero legale – il Parlamento, riunito in seduta comune, elegge gli otto membri laici del Csm, che si sommano a quelli gia' scelti dai magistrati. In questo modo, le Camere ottemperano all'impegno piu' volte ricordato dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e consentono al nuovo plenum del Csm di insediarsi prima della scadenza (31 luglio) di quello in carica. L'intesa trasversale definita stamani, dopo i segnali di fumo dei giorni scorsi, ha portato all'elezione di quattro candidati indicati dal Pdl (l'ex presidente della Consulta Annibale Marini, il costituzionalista Nicolo' Zanon, l'avvocato Filiberto Palumbo, il giurista Bartolomeo Romano), uno della Lega (l'avvocato e deputato Matteo Brigandi', nome spuntato in extremis, dopo che per giorni Mariella Ventura Sarno era stata indicata come la candidata del Carroccio), due del Pd (l'avvocato Guido Calvi e il giurista Glauco Giostra), uno dell'Udc (il vicepresidente dei deputati centristi – ed ex componente del Csm – Michele Vietti). Proprio il candidato centrista appare quello dotato di maggiori chance – alla luce dell'intesa emersa in Parlamento – per la corsa a vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, nella successiva conta in cui decisivi saranno comunque i voti dei consiglieri togati. Anche se il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, avverte che non sono prefigurabili intese sulla vicepresidenza, carica per la quale Marini resta "il candidato il piu' qualificato".