01 ago. – "Non staranno fermi, a settembre cercheranno di dare la sfiducia a Berlusconi. Non penso pero' che adesso ci sia un rischio di elezioni. Il Presidente della Repubblica, che è la chiave di volta, non manda adesso il Paese alle elezioni". Lo ha detto il leader della Lega Umberto Bossi a Lecco ad una manifestazione della Lega. Per Bossi "i problemi arriveranno a settembre, sarà allora che cercheranno di sfiduciare Berlusconi".
Secondo Umberto Bossi l'obiettivo di Fini è "portare il Paese verso un governo tecnico. Ma se c'e' un governo tecnico la Lega ha qualcosa come 20 milioni di persone in grado di battersi fino alla fine per riportare la democrazia nel Paese. La Lega ha una grande forza popolare". Bossi ha poi spiegato che "il federalismo non è a rischio, nessuno avrà il coraggio di bloccarlo".
Quanto alle critiche della Lega all'Udc e a Fini, Bossi ha affermato che "sfortunatamente avevamo ragione". Infine parlando delle tasse, per Bossi dovranno andare direttamente agli enti locali e alle Regioni e, nel caso delle Regioni, l'opinione del ministro del Federalimo è che debba essere "una miscela di Irpef e Iva".
Sulla situazione politica dopo l'addio di Fini alla Pdl, interviene la Cei. In un duro documento i vescovi italiani affermano che "L'Italia versa in un momento drammatico, con un Paese senza classe dirigente. Sulle difficoltà del Governo si esprime Casini "Mai nella Pdl" e Rutelli "No a campagna acquisti del Premier". Invece Berlusconi mostra ottimismo "Quattro provvedimenti contro tante chiacchiere. Nel corso di quest'ultima settimana il Governo ha ulteriormente rafforzato il proprio profilo riformatore". Lo afferma in nota nota il premier Silvio Berlusconi.
"È stata approvata la manovra  economica, che ha messo al riparo l'Italia dalle conseguenze più gravi della crisi economica e ha posto le condizioni dello sviluppo. Con la manovra sono state approvate, tra l'altro, le norme che consentono a chi vuole intraprendere di farlo senza dover ottenere le molteplici autorizzazioni preventive ora necessarie che vengono sostituite da una sola autorizzazione successiva.
Il Senato ha approvato anche con il concorso di una parte dell'opposizione, una riforma fondamentale della nostra università sulla base del merito e dell'ingresso di giovani docenti e ricercatori. Il governo ha approvato poi un disegno di legge innovativo e liberale in materia cinematografica che permetterà di ridurre l'intervento esclusivo dello Stato, di incentivare l'apporto dei privati e di favorire perciò un maggiore grado di autonomia e di libertà della cultura. Il Governo ha infine approvato il nuovo Codice della Strada - conclude il presidente del Consiglio – entrato in vigore già ieri, che consentirà di diminuire il numero degli incidenti e della mortalità sulle nostre strade".
No da Pier Ferdinando Casini ad ogni ipotesi di soccorso, sia esso organico o anche solo parlamentare, all'attuale governo Berlusconi. "Non sono diposto ad entrare nè ad aiutare: resto fedele al ruolo e all'impegno che ci hanno dato i nostri elettori che è quello di essere all'oposizione di questo Governo. Ho invece detto in ogni sede, in quelle pubbliche come nelle cene private – sottolinea Casini, intervistato dal Tg2 Rai- che siamo pronti ad impegnarci per un nuovo governo di responsabilità nazionale che affronti insieme i grandi problemi che il nostro Paese ha davanti e finalmente realizzi le riforme necessarie. Non c interessa un governicchio per tirare a campare".
In questo senso, Casini non nega la differenza con il governo finalizzato alla sola legge elettorale prospettato da Massimo D'Alema, ma sottolinea che si tratta di proposte nello stesso solco. "La proposta dio D'Alema può anche andare bene. La differenza è che io penson che il nuovo governo debba però affrontare anche scelte che potranmno essere molto impopolari. In ogni caso, come diceva un celebre santo, 'è meglio zoppicare sulla strada giusta che correre su quella sbagliata' e purtroppo in questo momento stiamo correndo su quella sbagliata". Casini considera infatti tutt'altro che scontata la nascita di un nuovo Governo.
"Può anche essere che questa maggioranza trovi il modo di rappatumarsi e tirare avanti per un pò di tempo. Ma è evidente comunque che non sarebbe altro che un tirare a campare, non un governo. Ormai in questa maggioranza si è arrivati agli stracci. Il Paese, invece, avrebbe assoluto bisogno di un governo che governi davvero".
Quanto alla possibile transumanza di parlamentari fra i gruppi a seguito del ridimensionamento del Pdl e della nascita dei gruppi finiani, "può anche essere che la campagna acquisti, che io considero un'indecenza, sia partita. Ma sono assolutamente certo dei parlamentari Udc: sono persone serie, coerenti al loro impegno politico".Â















