02 ago. – In un'intervista concessa a Repubblica Italo Bocchino afferma che le elezioni i finiani non le vogliono
anche perche' ''probabilmente non convengono a nessuno''. Ma
''se si andra' alle urne credo che la figura di Fini sara' la
piu' spendibile per una nuova alleanza moderata'', simile ''a
quella francese, insieme ad autonomisti, centristi del Pd,
esponenti di una destra moderna''.
Al premier ribadisce poi come i
finiani vogliano ''un patto di legislatura'' altrimenti ''la
nostra area ha forza elettorale, identita' e radicamento sul
territorio tali da essere determinante per qualsiasi alleanza''.
La scelta di espellere Fini, spiega, ''ha solo spostato il
confronto in Parlamento'' e nei prossimi mesi, avverte il
presidente di Generazione Italia,
''chiederemo di ''valutare
preventivamente tutto cio' che e' fuori dal programma'' e in
ogni caso ''garantiremo il voto a decreti e disegni di legge del
governo, nel quale c'e' Ronchi''.
Quanto alla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo,
Bocchino dice che il gruppo ''si riunira' e decidera' come
votare'', fermo restando che ''il ritiro della delega sarebbe un
gesto di responsabilita'''. P
ur ''non condannando'' Caliendo,
Bocchino si chiede ''come facesse un uomo di governo a sedere in
via Arenula e intanto fare riunioni con un pluripregiudicato
come Carboni''.
''Noi non facciamo chiacchiere – aggiunge – ma poniamo
questioni di merito'' e si vedra' ''sull'attuazione del
federalismo fiscale''. 
CICCHITTO, ELEZIONI INEVITABILI SE FINIANI NON SEGUONO LINEA ESECUTIVO - "Quali saranno i rapporti con
Futuro e liberta' dipendera' da loro ma e' chiaro che oggi l'intesa
con la Lega e' ancora piu' forte che in passato". Lo dice Fabrizio
Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, in un'intervista
rilasciata al 'Corriere della Sera' sul futuro del governo. Il
capogruppo non esclude elezioni anticipate se i finiani non seguono la
linea dell'esecutivo ma pensa che sara' possibile stemperare le
polemiche.


"C'e' un Consiglio dei ministri -spiega Cicchitto- dove siedono
alcuni esponenti del gruppo di Fini: li' si decide la linea
dell'esecutivo, in Parlamento si valutera' se i parlamentari che fanno
riferimento a Fini rispetteranno le posizioni assunte a livello di
governo. A quel punto si capira' se prevarra' in loro la volonta'
distruttiva o se, definita una posizione autonoma, si potranno
stemperare le polemiche, il che e' possibile. In caso contrario si
determinera' una crisi che portera' inevitabilmente alle elezioni".
Per Cicchitto, "non c'era alternativa, la rottura
non e' avvenuta, come dice Fini, perche' noi siamo illiberali, ma
perche' usciamo da quattro mesi polemiche e -aggiunge il capogruppo-
Berlusconi non ha alcuna intenzione di farsi rosolare a fuoco lento.
Noi vogliamo sviluppare la nostra iniziativa politica e programmatica
sulla base degli impegni presi con gli elettori. Se sara' o no lo
vedremo sul campo e il chiarimento spetta a loro (Futuro e liberta'
per l'Italia, n.d.r)".
In merito al Carroccio, Cicchitto afferma: "Con la Lega c'e' un
rapporto consolidato. Siamo impegnati sul federalismo fiscale".
Cicchitto esclude, al momento un'alleanza con l'Unione di centro:
"L'udc resta una forza di opposizione, le condizioni che pongono
un'alleanza allo stato non esistono".