Il presidente del Comitato direttivo dell'Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, aprendo la riunione del comitato ha annunciato «la proclamazione dello stato di agitazione dell'intera categoria», invitando i colleghi magistrati «ad una mobilitazione generale attraverso la diffusione delle schede di valutazione sulla riforma presenti sul sito dell'Anm». Palamara ha poi indicato come ulteriore punto delle iniziative di protesta contro la riforma della Giustizia l'eventuale delibera di «ulteriori incontri con le autorità istituzionali nonchè la convocazione di un'assemblea straordinaria per decidere la mobilitazione».
Ogni iniziativa, comunque, sarà formalizzata dopo l'incontro di una delegazione della Giunta con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in programma il 5 aprile. Proclamare lo «stato di agitazione», di fronte a una riforma che «rischia di minare in radice l'indipendenza e l'autonomia» della magistratura. È la proposta che il presidente dell'Anm, Luca Palamara sottopone al comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe, riunito oggi a Roma. L'idea di Palamara, è quella di fissare una nuova riunione del Parlamentino dopo l'incontro, previsto per il 5 aprile, con il capo dello Stato, per «deliberare forme di protesta». Rinviare, dunque, qualsiasi ipotesi compresa quella dello sciopero, mantenendo invece lo stato di agitazione, con l'invito «ai colleghi – ha detto Palamara – ad una generale mobilitazione per diffondere informazioni sullo stato della giustizia ai cittadini», valutando di deliberare «ulteriori incontri istituzionali e la proclamazione di un'assemblea straordinaria».















