06 giu. – "Unita' nazionale e coesione
sociale non significano centralismo e burocratismo, non
significano mortificazione delle autonomie, delle diversita' e
delle ragioni di contrasto e confronto sociale e politico". Lo
ha detto Giorgio Napolitano ricordando la figura di Cavour,
pronunciando un discorso con voce meno limpida del solito,
stando seduto a causa di un lieve imbarazzo di stomaco avuto
poco prima della cerimonia.
sociale non significano centralismo e burocratismo, non
significano mortificazione delle autonomie, delle diversita' e
delle ragioni di contrasto e confronto sociale e politico". Lo
ha detto Giorgio Napolitano ricordando la figura di Cavour,
pronunciando un discorso con voce meno limpida del solito,
stando seduto a causa di un lieve imbarazzo di stomaco avuto
poco prima della cerimonia.
"Unita' e coesione -ha aggiunto- possono anzi crescere solo con
riforme e loro conseguenti attuazioni, con indirizzi di governo a
tutti i livelli, con comportamenti collettivi civili e morali che
siano capaci di rinnovare la societa' e lo Stato, mirando in special
modo ad avvicinare Nord e Sud, ad attenuare il divario che continua a
separarli".
riforme e loro conseguenti attuazioni, con indirizzi di governo a
tutti i livelli, con comportamenti collettivi civili e morali che
siano capaci di rinnovare la societa' e lo Stato, mirando in special
modo ad avvicinare Nord e Sud, ad attenuare il divario che continua a
separarli".
"Rivolgendoci ad un passato che merita di essere celebrato senza
vacuita' retoriche e senza autolesionismi, guardando avanti con
saggezza ma senza conservatorismi al cammino da compiere -ha concluso
Napolitano- le celebrazioni del centocinquantenario ci appaiono
davvero una grande occasione da cogliere nell'interesse comune
dell'Italia e degli italiani".
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