10 giu. - Silvio Berlusconi critica ancora una volta la Costituzione italiana: "Visto da dentro è un inferno: non è che manchino le intenzioni o i buoni progetti, ma l'architettura costituzionale rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete" – ha affermato il Premier – "Poi ci sono i tempi della burocrazia, della giustizia civile e penale: lo Stato si è sviluppato in maniera eccessiva e prende a noi cittadini il 50% di ciò che produciamo e dà molto di meno in termini di servizi". Con queste parole Silvio Berlusconi torna ad attaccare il sistema di pesi e contrappesi previsto
dalla carta fondamentale.
Inoltre il Presidente del Consiglio e' tornato sul progetto, caro a Tremonti, di cambiare l'articolo 41 della Costituzione, che definisce ormai datato : "La Costituzione e' molto datata, si parla molto di lavoro e quasi mai di impresa, che è citata solo nell’articolo 41. Non è mai citata la parola mercato. Pensiamo a una legge ordinaria, ma serve anche riscrivere l’articolo 41 della Costituzione". Infine  Berlusconi si chiede "fino a quando un’impresa puo' continuare ad agire in una cornice di regole che risente di una Costituzione a matrice cattocomunista".