31 mag. – Seduta aperta e subito sospesa in aula al Senato, dove sta per iniziare l'esame del disegno di legge sulle intercettazioni. In assemblea e' mancato il numero legale e il presidente Renato Schifani ha rinviato tutto di 20 minuti. E' attesa in aula una protesta dell'Italia dei valori (diversi senatori hanno gia' indossato t-shirt con scritte contro la "legge bavaglio"), mentre il Partito democratico – impegnato fino a pochi minuti fa in una riunione – attendera' lo sviluppo dei lavori per decidere come comportarsi. Due le ipotesi: la maggioranza accetta il rinvio del testo in commissione e vengono ridiscusse le modifiche al ddl presentate in aula dalla maggioranza; la maggioranza decide di andare avanti e l'opposizione punta a far slittare di una settimana l'approvazione del provvedimento.
PD CHIEDE RINVIO DDL IN COMMISSIONE – Il Partito democratico ha chiesto in aula al Senato il rinvio in commissione del disegno di legge sulle intercettazioni. La richiesta e' arrivata dal vicecapogruppo del partito a Palazzo Madama, Luigi Zanda. Tra i senatori del Pd c'e' la sensazione che la maggioranza sia intenzionata ad accettare la richiesta.
LE PREGIUDIZIALI DEL PD, DDL CONTRO COSTITUZIONE – "Il ddl sulle intercettazioni non e' solo incostituzionale, ma viola anche i principali fondamenti giuridici dell'Ue". Lo afferma il sen. Felice Casson, vicepresidente del Pd, spiegando quali sono i contenuti delle pregiuziali presentate dal suo gruppo nell'Aula del Senato.
"Molti punti del ddl – spiega – inficiano non solo la sua legittimita' costituzionale, ma anche la compatibilita' con i principi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali, come interpretati da una consolidata giurisprudenza della Corte di Strasburgo. Le pregiudiziali che abbiamo presentato affrontano e illustrano tutti questi punti, a partire dall'incompatibilita' con il diritto di e all'informazione di cui agli artt. 21 Cost., 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali e 10 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
La Corte di Strasburgo, infatti, nel ribadire l'importanza centrale della liberta' di stampa nelle societa' democratiche, ha piu' volte ritenuto prevalente (finanche sulla privacy degli interessati e sul segreto istruttorio) il diritto dei giornalisti a fornire, e del pubblico a ricevere, notizie di cronaca giudiziaria".
"Il provvedimento – prosegue – non introduce soltanto misure lesive della liberta' di stampa, ma prevede anche una significativa limitazione dei poteri investigativi della magistratura, con particolare riferimento al ricorso a mezzi di ricerca della prova fondamentali nella societa' della comunicazione. Tali limitazioni non solo privano di strumenti d'indagine preziosi gli organi inquirenti, ostacolando dunque l'attivita' di accertamento dei reati e cosi' pregiudicando la tutela della sicurezza dei cittadini, ma rendono difficoltoso se non addirittura immobilizzano il lavoro della giustizia in Italia".
"Vi e' poi – conclude Casson – la disciplina derogatoria per l'ammissibilita' di intercettazioni su utenze riferibili a soggetti appartenenti ai servizi di informazione per la sicurezza. In questo modo si rischia di violare i principi di cui all'art. 101, comma secondo, e 112 della Costituzione, poiche', subordinando l'acquisizione dei risultati delle suddette operazioni e la loro stessa prosecuzione, alla mancata opposizione del segreto di Stato, condiziona indebitamente l'esercizio dell'azione penale da parte dell'organo requirente".















