18 ago. – "Volete la prova regina? Volete la pistola fumante che inchioda il vero responsabile della crisi? C’è. Ed è nelle mani del premier. Perché è stato lui, Silvio Berlusconi, a infilarsi da solo (accompagnato dai suoi numerosi cattivi consiglieri, s’intende) in una situazione che rischia soltanto di far male al paese. E lo ha fatto perché, in sostanza, non ha saputo gestire il suo partito, non ha saputo onorare il patto con gli italiani, non è stato capace di governare con la sua maggioranza. Ecco dunque chi – e come – ha voluto l’assassinio di un partito appena nato. Ecco chi è stato mandante ed esecutore allo stesso tempo dell’uccisione di un progetto politico che poteva scrivere il futuro dell’Italia".
Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, accusa il premier di essere l’unico responsabile della crisi che si è aperta. E individua la “prova regina” nel documento con cui si è decisa l'espulsione di Fini dal Pdl: una “nota dai toni stalinisti” con cui, scrive Federico Brusadelli, “il premier ha firmato nero su bianco la sua dichiarazione di colpevolezza”, e su cui “si è infranta la speranza di costruire un grande partito liberale di massa, una nuova casa dei moderati, uno spazio che desse voce anche in Italia alla ‘destra nuova’.
Il resto, per quanto importante, è ‘contorno’ – continua l’articolo -. E c’è il ‘contorno’ che è venuto prima dell’epurazione, e che adesso non si può fare a meno di guardare con occhi nuovi: il vuoto monolitismo e il centralismo carismatico di un partito che non prevedeva discussione interna, l’incubo dell’ortodossia, la martellante retorica feudale della ‘lealtà’ e del ‘tradimento’, la barzelletta del ‘compagno Fini’, le pulsioni fondamentaliste (il caso Englaro su tutti); e poi i troppi silenzi al cospetto della propaganda leghista (dai medici spia alle volgarità anti-risorgimentali). E ancora, la brutta ‘legge bavaglio’ e il ‘garantismo’ che, mutato geneticamente, diventa garanzia di impunità”. “Ma c’è anche – prosegue Brusadelli – il ‘contorno’ che viene dopo. E sono le campagne diffamatorie a base di scoop rabberciati e testimonianze-patacca che inondano la stampa di famiglia del premier, accompagnate dalla raccolta-firme per far dimettere la terza carica dello Stato (probabile prodromo a una raccolta-punti per diventare ministri, chissà); ma anche le non tanto velate minacce al capo dello Stato, i richiami alla piazza e la china populista”. Insomma, per concludere, “come dice il beneamato ‘popolo’, chi è causa del suo mal pianga se stesso…”.
 
"Come al solito ci
ha pensato Gianni Letta che già aveva parlato con lui sabato scorso a
riallacciare i rapporti con il capo dello Stato, chiamandolo per
rassicurarlo che quelle di Maurizio Bianconi non sono parole che possano
rappresentare la linea del Pdl, che nessuno pensa che lui possa
tradire' il suo mandato. riporta Paola Di Caro sul CORRIERE DELLA SERA Ma
al di là del lavoro diplomatico della colomba per eccellenza tra i
consiglieri del premier, che avrebbe portato a un certo rasserenamento
degli animi, Silvio Berlusconi resta preoccupato, come lo è dal primo
momento in cui si è aperta la guerra fratricida nel Pdl. vero infatti
che finora il capo dello Stato come dicono i fedelissimi del Cavaliere
non ha fatto scherzi', anche se l'uscita di ieri ha lasciato stupito'
il premier.
Ma il momento della verità arriva adesso.
E allora, se non più di due settimane fa Berlusconi già si lasciava
andare a cena con i deputati a considerazioni pesanti "Al Quirinale c'è
un uomo eletto dalla sinistra, non mi sento tranquillo", diceva si pu
immaginare cosa pensi adesso, dopo le ripetute uscite del capo dello
Stato a rivendicare il proprio ruolo decisionale in caso di crisi. La
paura di Berlusconi infatti è che, dando corpo all'ipotesi di un
governo tecnico, il capo dello Stato faccia oggettivamente da sponda al
partito di Fini'
. Perchè indebolisce, fino a spuntarla, l'arma
che il Pdl e la Lega stanno brandendo da giorni per riconquistare la
gran parte del gruppo di Futuro e Libertà, quella cioè che a
settembre o si vota il programma in quattro punti che il Cavaliere ieri
sera dalla Sardegna ha assicurato di aver già pronto, ci ho lavorato
molto' e che verrà presentato al vertice del partito venerd prossimo, o
si va direttamente alle urne.Â