30 mag. – ''E' uno spettacolo inverecondo. Non si sa bene cosa abbia approvato il Cdm. Dopodiche' le carte della manovra finiscono in mano non si sa a chi. Vengono rimaneggiate prima di essere portate al presidente della Repubblica. Mi pare chiaramente che siamo ai limiti estremi del quadro costituzionale. E tutto questo avviene evidentemente perche', per dirla con un eufemismo, ci sono delle differenze nel governo ma penso che si tratti di risse''. Lo sottolinea il leader del Pd, Pierluigi Bersani, ai microfoni di Sky Tg24 parlando della linea del governo sulla manovra economica.
MANOVRA: BERSANI, FRUTTO AMARO DI DUE ANNI DI MENZOGNE - "Vorrei sapere ad esempio se nella manovra se ci sono ancora le norme che raddrizzano le procedure della Protezione civile, tanto per fare un esempio dei dieci che si potrebbero fare". Pier Luigi Bersani spiega, ai microfoni di Sky tg24 tutto quello che non gli va giu' della manovra varata dal governo. La cosa che sconcerta di piu' il segretario del Pd "e'- dice Bersani – - che non ci si spieghi perche' dobbiamo fare questa manovra. Non e' mica da grandi questa manovra qui. E dire che ce la chiede l'Europa e' una falsita'. L'Europa ci chiede i conti a posto, ma se i conti non sono a posto e' tutta responsabilita' del governo e quindi questa manovra e' il frutto amaro e ingiusto di due anni fatti di bugie e menzogne e di una politica economica dissennata che ci ha portato fuori binario nella spesa corrente e che ci ha ridotto gli investimenti e quindi ci ha abbassato la crescita, e che, ripeto, non ha tenuto i conti a posto, come s'e' visto. Adesso – conclude Bersani – si ripropone una strada che per noi e' sbagliata"
MANOVRA: BONDI CONTRARIO A TAGLI INDISCRIMINATI ALLA CULTURA I tagli anche al settore cultura erano necessario, ma sarebbe stato meglio concordarli all'interno del governo. Lo dice il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che aggiunge: "Sono
convinto da tempo della necessita' di ridurre gli sprechi e
riorganizzare interamente la cultura italiana. Percio', mi sono trovato
in totale sintonia con la decisione del ministro Tremonti e dell'intero
governo di procedere a un taglio dei fondi anche della cultura. Avrei
voluto, tuttavia, poter concertare dove intervenire e in che modo farlo
per ridurre le spese. Mi rammarico che cio' non sia avvenuto".
convinto da tempo della necessita' di ridurre gli sprechi e
riorganizzare interamente la cultura italiana. Percio', mi sono trovato
in totale sintonia con la decisione del ministro Tremonti e dell'intero
governo di procedere a un taglio dei fondi anche della cultura. Avrei
voluto, tuttavia, poter concertare dove intervenire e in che modo farlo
per ridurre le spese. Mi rammarico che cio' non sia avvenuto".
Lo dichiara il ministro per i Beni e le
Attivita' culturali, Sandro Bondi, a proposito delle istituzioni
culturali italiane cui la manovra finanziaria, attualmente al vaglio
del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, taglia i
finanziamenti statali. Â















