28 apr. -Â "La credibilita' e' crollata non si rispettano autonomia e qualita'". Lo afferma Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza in una intervista a Repubblica. "Ormai – afferma – non hanno spazio neppure i vecchi prudenti linguaggi". Per Zavoli, il caso Ruffini e' solo la punta dell'iceberg. "In Rai – dice il Preidente della Vigilanza – c'era e c'e' un problema di fondo: l'assenza, o l'imperfezione, o il rifiuto della regola. La quale viene prima del consenso. Ne consegue che il pacta sunt servanda, cosi' spesso trasgredito, rischia d'essere una citazione sapienziale ormai a buon mercato. Ma nel caso nostro va anche detto che quando i patti non sono rispettati la prima causa cui doversi richiamare non e' tanto la regola quanto l'idea che un "servizio pubblico" – ignorando la doverosita', la puntualita' e la funzionalita' del suo compito – possa impunemente tradursi in un grave danno inferto alla credibilita' dell'istituzione".
Entrando nel merito del caso Ruffini, Zavoli ha detto che "La sua e' una vicenda che nessuna grande organizzazione imprenditoriale puo' permettersi: cio' che e' successo si sottrae a valutazioni di principio, men che meno manageriali. E' la licenza di un'azienda che sta smarrendo una sua autonoma facolta' critica".
Il Presidente della Commissione di Vigilanza ritiene che eliminare la politica da Viale Mazzini, "occorre cominciare da una Rai che voglia tirarsi fuori da una sua ormai insostenibile, paradossale contraddizione. Questa e' radicata nella piu' comoda e reciproca delle garanzie: il compromesso – poco nobile intellettualmente, culturalmente, aziendalmente – rinnovabile a ogni cambio di governo attraverso il citatissimo spoil system, ma soprattutto quella ingegneria combinatoria che si chiama "lottizzazione", la piu' pigra e matematica delle soluzioni adottate con il consenso dell'azienda.
Il pluralismo non e' una somma di "legittime faziosita'". Percio' la storia e il prestigio della Rai meritano un colpo d'ala anche al suo interno. Comunque, il primo passo spetta alla politica. Dovra' opporsi all'idea ormai invalsa di un'azienda che non rispecchi i principi dell'autonomia e della responsabilita', della competenza e della qualita'"















