29 apr. – Si e' tornati a respirare la stessa atmosfera di giovedi'. Con Gianfranco Fini sulla stessa posizione esposta alla direzione del Pdl ("Non rinuncero' a dire la mia, ma non ho alcuna intenzione di dimettermi, avro' il dovere di difendere le prerogative del Parlamento") e con Silvio Berlusconi che ai suoi fedelissimi confida di non poterne piu' del controcanto del presidente della Camera. Non puo' continuare cosi' – questo il ragionamento ripetuto a chi e' andato a trovarlo a palazzo Grazioli -, e' evidente che la sua linea e' incompatibile con il partito e con il ruolo che occupa. Difficilmente si ripeteranno le scene dell'Auditorium di Roma, ma ad acuire le tensioni c'e' il 'caso Bocchino' e soprattutto l'attacco del 'Giornale' alla terza carica dello Stato.
E' stato lo stesso Berlusconi, spiegano fonti parlamentari del Pdl, a volere che domani si tenesse la riunione di gruppo. Il Cavaliere vuole mettere fine ai litigi e non intende sopportare che il partito venga esposto al pubblico 'ludibrio'.
Se il vicecapogruppo del Pdl alla Camera non dovesse presentare dimissioni irrevocabili allora si andra' al voto, cosi' come annunciato da Fabrizio Cicchitto. "E' stato lo stesso Fini a volere la conta e cosi' succedera' anche domani", spiegano da via dell'Umilta', "e a quel punto – aggiunge la stessa fonte – se Fini leghera' il suo destino a Bocchino dovra' andare via anche lui…".
Ma la terza carica dello Stato ad abbandonare il Pdl e lo scranno piu' alto di Montecitorio non ci pensa proprio.
"Dovranno cacciarlo", dice un finiano ancora adirato per le accuse lanciate oggi da Lehner ed altri sul ko odierno del governo in Aula.
Tuttavia il presidente del Consiglio insiste: "Noi andiamo avanti con il nostro programma, se Fini decide di votare contro – ha spiegato ai suoi – se ne dovra' assumere la responsabilita' di fronte agli elettori".
Torna dunque lo spettro delle elezioni anticipate anche se questa mattina e' stato lo stesso Bossi a scongiurare una tale eventualita'. Il Carroccio ha avuto garanzie da Fini sul percorso del federalismo, ma "e' Berlusconi che deve essere il garante delle riforme", fanno notare fonti parlamentari della Lega.
Anche Gianfranco Fini ha chiuso nuovamente la porta alle urne. Ma a far tornare indietro le lancette dell'orologio e' proprio l'attacco di Feltri: "C'e' stata – ha ironizzato Fini – anche la solidarieta' del fratello di un editore di un giornale. O non li legge, o non capisco perche' solo oggi la solidarieta'… Non e' stato un incidente…".
Le distanze tra il premier e il presidente della Camera sono state affrontate anche oggi durante una colazione di lavoro tra Berlusconi e Tremonti. Durante la riunione si e' fatto il punto sugli aiuti che l'Italia dovra' dare alla Grecia. Argomento affrontato presumibilmente anche nell'incontro al Colle tra Napolitano e il ministro dell'Economia.
FINI:
NON MI DIMETTO, IL MIO POSTO ALLA PRESIDENZA DELLA CAMERA NON E' UN
CADEAU DEL PREMIER
ENNESIMO ATTACCO DE "IL GIORNALE" CONTRO FINI – LA
SOLIDARIETA' DEL PDL AL PRESIDENTE DELLA CAMERA
GOVERNO
BATTUTO SU ARBITRATO, E' RISSA ALLA CAMERA IL PDL ACCUSA I FINIANI
BOSSI:SENZA
FEDERALISMO ITALIA FARA' STESSA FINE DELLA GRECIA – LEGA NON VUOLE
ELEZIONI ANTICIPATE
Â















