05 mag. – Alla fine il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola getta la spugna e decide di lasciare il dicastero, perche', spiega, "per difendermi non posso fare il ministro come ho fatto in questi due anni. Sto vivendo da dieci giorni una situazione di grande sofferenza. Sono al centro -accusa- di una campagna mediatica senza precedenti. Sono convinto di essere estraneo a questa vicenda e sicuro che saro' dimostrato estraneo". Immediata la solidarieta' del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: ''Il ministro Scajola ha assunto una decisione sofferta e dolorosa, che conferma la sua sensibilita' istituzionale e il suo alto senso dello Stato, per poter dimostrare la sua totale estraneita' ai fatti e fare chiarezza su quanto gli viene attribuito. Al ministro Scajola va l'apprezzamento mio e di tutto il governo per come ha interpretato il ruolo di ministro dello Sviluppo economico in una fase difficile e delicata che, anche grazie al suo contributo, l'Italia sta superando meglio di altri Paesi''.
"Una scelta giusta", commenta dall'opposizione il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, perche' "quello che ha detto non e' mai stato convincente", e le dimissioni rappresentano "uno scossone piuttosto forte" per la maggioranza perche' arrivano "in una fase in cui l'impasse politica della maggioranza e' conclamata. E' evidente che se Scajola non ha nient'altro di aggiungere e' inevitabile dimettersi. Aggiungo che voglio credere che questo verminaio di meccanismi, appalti, procedure straordinarie, venga scavato fino in fondo, e' una vicenda intollerabile, non possiamo tollerare che nel cuore dello Stato vi siano ponti aperti alla corruzione".
''Bersani dovrebbe pensare ai guai suoi: e soprattutto dovrebbe pensare ad una sinistra che e' affondata nella melma -replica il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto- Il segretario del Partito democratico in particolare dovrebbe riflettere su un congresso che aveva puntato per le recenti regionali sull'alleanza con l'Unione di centro di Pier Ferdinando Casini e che invece i vertici del partito hanno rimangiato e sconfessato, alleandosi, e perdendo, con tutta l'estrema sinistra e con l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro. Bersani pensi a casa propria''.
Solidale la maggioranza con il ministro dimissionario. ''Sono certo che Claudio Scajola -afferma il ministro per i Beni culturali e coordinatore del Pdl Sandro Bondi- dimostrera' la sua totale estraneita' ai fatti che gli sono stati addebitati dalla stampa. Posso immaginare in questo momento quale sia la sua amarezza e la sua sofferenza, ma sono convinto che, dopo aver affermato la sua assoluta onesta', potra' tornare a rivestire quelle responsabilita' politiche, nel nostro partito e nel Paese, che nel passato ha ricoperto con ineguagliabili risultati''.
"Si e' trattato di un gesto determinato dalla volonta' di rendere un servizio al Paese -commenta il ministro della Giustizia Angelino Alfano- e' un gesto che gli consente di difendersi dinanzi all'opinione pubblica di fronte a un attacco derivato dalle notizie pubblicate dai giornali e che gli consentira' di parlare svestito da una carica istituzionale di fronte ai giudici".
"Prendiamo atto delle dimissioni volontarie del ministro Scajola, che avra' modo di chiarire la sua posizione. E cosi' si bloccheranno le inutili e dannose strumentalizzazioni politiche di questi giorni", dice il capogruppo della Lega al Senato Federico Bricolo.
Tornando all'opposizione, per il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi, "le dimissioni di Scajola sono tardive, ma rappresentano comunque una vittoria delle opposizioni e una lezione per la casta: nessuno e' intoccabile. Ora sara' la magistratura ad accertare le responsabilita'. La politica deve recuperare l'etica pubblica ed il rispetto della legalita'. Idv e' da sempre impegnata in questa battaglia. Il governo non puo' far finta di niente e neanche il Parlamento, per questo e' indispensabile portare in Aula al piu' presto il ddl anticorruzione".
Intanto si rincorrono voci sul successore di Scajola. Secondo alcune indiscrezioni raccolte in ambienti parlamentari della maggioranza, sul tavolo ci sono varie opzioni, compresa l'assunzione dell'interim da parte del premier.
Come sostituto del ministro dimissionario si parla di un uomo che possa garantire la continuita': in pole position resta l'attuale viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, anche se il diretto interessato smentisce: ''Non e' il momento di parlare di queste cose''.
BERLUSCONI 'CERCA' SOSTITUTO SCAJOLA, RESTA IN PIEDI IPOTESI INTERIM PREMIER STUDIA SOLUZIONI POI CI SARA' PASSAGGIO AL QUIRINALE - Dopo le dimissioni di Claudio Scajola, la palla passera' al Quirinale. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano dovra' controfirmare il decreto che formalizza le dimissioni e il contestuale 'passaggio di consegne' al nuovo ministro per lo Sviluppo economico. In queste ore, pero', sul tavolo c'e' sempre l'ipotesi dell'assunzione dell'interim da parte del premier, almeno fino a quando Silvio Berlusconi non decidera' di riempire la casella rimasta vuota.
A quel punto, sia il premier che il neo ministro dovranno salire al Colle per il giuramento. Sara', dunque, il capo dello Stato, come prevede la Costituzione, a nominare il ministro, su proposta del presidente del Consiglio.
Quanto ai tempi per la scelta del successore di Scajola, non dovrebbero essere rapidissimi. Oggi a Genova per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unita' d'Italia, Napolitano dovrebbe rientrare domani a Roma nel primo pomeriggio: non e' escluso che il capo dello Stato possa gia' incontrare Berlusconi per un primo step, probabilmente l'assunzione dell'interim, per poi cedere il mandato al prossimo titolare dello Sviluppo economico.
Intanto, si rincorrono le indiscrezioni sui possibili sostituti di Scajola: tra i piu' papabili circolano i nomi di Paolo Romani, attuale viceministro alle Comunicazioni (purche' si trovi un modo per lasciargli le competenze sulle tlc) e Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa.
Nella partita c'e' anche la Lega, visto che il dicastero di via Veneto fa gola anche a Umberto Bossi. Qualcuno ha parlato persino di spacchettamento del ministero, attribuendo la delega all'energia al senatore del Pdl Guido Possa e quella alle Attivita' produttive a Crosetto, ma si tratta solo di voci non ufficialiÂ















