05 mag. – Quella montata attorno a Scajola è una vicenda “assolutamente atipica”, che rischia di trasformarsi in “sentenza anticipata” e su cui deve essere ancora “fatta luce”. Lo ha detto Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, nel corso de “La Telefonata”, rubrica di canale 5 condotta da Maurizio Belpietro. “Siamo in una situazione singolare – ha spiegato Cicchitto -. Non c’è avviso di garanzia e tutto è avvenuto per molti aspetti al buio sulla base di violazioni del segreto istruttorio comparse su vari giornali”. Circostanza che “pesa come un macigno sulla vicenda”.
Con le sue dimissioni, ha sostenuto Cicchitto, Scajola ha dato un contributo innanzitutto al governo, – “non capita tutti i giorni che una persona si dimetta” -, ma la vicenda è ancora tutta da chiarire: “Credo che siamo solo al primo atto di un dramma a cinque atti”. “È poco chiara tutta la dinamica della vicenda e io mi auguro che con le sue dimissioni e quando andrà a confronto con i magistrati sarà in grado di verificare” la sua versione dei fatti.
L’ex ministro “ha posto interrogativi e domande che, una volta che ha dato le dimissioni, non possono essere messe da parte con un colpo di spalla”.
Cicchitto insiste poi sulla “atipicità” del caso: “Stiamo ragionando al buio. Gli atti giudiziari sono coperti dal segreto istruttorio. Siamo in una vicenda assolutamente atipica. Una situazione nella quale non c’è un atto giudiziario che fa fede della situazione ma ci sono delle fughe di notizie che determinano questa realtà”.
Passaggio che non “va mai dimenticato perché reputo sia assolutamente inquietante la cosiddetta ‘sentenza anticipata’, quella per cui una persona viene condannata non dalla magistratura giudicante in seguito a regolare processo”.
Per rilevare il posto lasciato vacante da Scajola si è parlato anche dello stesso Cicchitto, ha ricordato Belpietro: “Io faccio il presidente del gruppo – ha risposto – e sto benissimo là. Mi reputo più bravo nel dibattito politico che non, diciamo, con compiti gestionali”. Quanto ai tempi della sostituzione, sarà “Berlusconi a dover decidere” ha spiegato l’esponente del Pdl ricordando che le “dimissioni Scajola sono di ieri e non “sono cosa sedimentata”. Ad ogni buon conto, “come ha detto ieri il ministro La Russa il governo mantiene maggioranza e solidità”, elementi utili a garantire una “guida forte sicura” di fronte all’attuale situazione economica internazionale. “Fortunatamente il nostro paese grazie a Berlusconi e Tremonti si è attestato su una linea di sicurezza che va mantenuta”.
Sulla vicenda Scajola Cicchitto esclude che possano aver pesato le frizioni tra il presidente del Consiglio e il presidente della Camera Gianfranco Fini: “Un conto è il dibattito politico e qualche litigio che potremmo evitare e un altro conto sono vicende giudiziarie e mediatico-giudiziarie che hanno altri flussi, altre mani, altre influenze e altro tipo di operazione”.
“Non dimentichiamo – ha poi concluso – che qualche mese fa un fulmine dello stesso tipo colpì sinistra e Partito democratico in Calabria, Campania, Toscana e in Puglia. Inviterei il segretario Pierluigi Bersani a non suonare il tamburo pretendendo di surrogare con vicende giudiziarie le sconfitte elettorali”.