14 mag. – "Il signor Anemone non mi ha fatto alcun regalo". Lo dichiara il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, in merito alle notizie apparse sui giornali sull'inchiesta sui grandi appalti. "A seguito della mia nomina a ministro dell'Interno", risalente al '92, spiega Mancino, "vennero commissionati dal Sisde all'impresa del signor Diego Anemone lavori di messa in sicurezza dell'appartamento da me allora abitato, in locazione a Roma in corso Rinascimento 11. Si tratto' essenzialmente della blindatura di porte e di finestre".
Nel 2004-2005, quando Mancino si trasferi' in via Arno, "feci eseguire a mie spese – spiega ancora il numero due di Palazzo dei Marescialli – modesti lavori di messa in opera di due librerie a muro e di un armadio, anch'esso a muro: fu naturale per me rivolgermi ad un'impresa che godeva della fiducia di istituzioni prestigiose, e percio' dava garanzie di affidabilita'".
Alla luce di cio', Mancino ribadisce che "da me l'imprenditore Anemone non ha avuto alcun tipo di protezione ne' io ho avuto da lui alcuna 'regalia' come si e' scritto".
Mancino precisa, inoltre, "poiche' si fa riferimento anche ad altri immobili" che "quando la societa' del gruppo Pirelli, proprietaria dell'immobile di corso Rinascimento, mise in vendita gli appartamenti, io acquistai quello da me locato, intestandolo a mia figlia".
Successivamente, conclude, "per comprare un appartamento in via Arno mia figlia ha venduto quello di corso Rinascimento, mentre mia moglie ed io abbiamo venduto il nostro appartamento di Avellino".
SILVESTRI, MAI CONOSCIUTO ANEMONE - Il giudice della Corte Costituzionale, Gaetano Silvestri, dichiara di "non conoscere e di non aver mai conosciuto" Diego Anemone e di "non possedere e di non aver mai posseduto immobili di qualunque genere a Roma".
Il giudice della Consulta, risponde cosi', in una nota, alle notizie relative all'inchiesta sui grandi appalti comparse oggi sui quotidiani ed auspica che il proprio nome "non venga piu' accostato a vicende alle quali e' totalmente estraneo".