15 mag. – di Biagio Marzo – Anemone’s List è un mistero. I cui nominativi non sappiamo se sono, da parte della Cricca Spa, beneficiati o clienti o, viceversa, entrambi di casi. I diretti interessati, Anemone e i Pm, per intanto, non sanno chi l’abbia fornita alla stampa. Non è la prima lista a fare clamore, in Italia, nei decenni passati, ne vennero fuori a go go, creando un putiferio politico, con dimissioni persino di governi, come avvenne con la Lista della P2. Di altra natura la Schindler’s List, film di Steve Spielberg sulla storia di ebrei salvati dall’industriale tedesco, facendoli lavorare come operai nelle fabbriche.
La lista Anemone è spuntata all’improvviso e all’insaputa di tre Procure (Firenze, Perugia e Roma) che stanno indagando sugli appalti della Protezione civile, settore Grandi eventi. Due di queste Procure, Perugia e Firenze, sono alleate contro quella di Roma che vorrebbe spostare su di sé le altre inchieste non di sua competenza. Ragione per cui, potrebbe sorgere un conflitto grande come una casa, che, di fatto, allungherebbe i tempi dell’inchiesta e gli innocenti sarebbero costretti a stare ancora nella gogna mediatica.
Giacché nessuno dice di aver data la lista a chicchessia, per cui solamente una “manina†o una “manona†l‘avrà consegnata ai giornalisti.
C’è da dire anche, a onor del vero, che la lista era conservata in un deposito della Gdf e, guarda caso, in contemporanea all’uscita dal carcere di Anemone, l’elenco dei nomi è salto fuori.
A questo punto l’inchiesta acquista una cifra noir, cosa c’è sotto? Dove si vuole arrivare e chi si vuole colpire? Insomma, a cui prodest?
Le ipotesi sono, pirandellianamente parlando, una, nessuna e centomila, ma una cosa è certa che attorno alla Cricca si è scatenata uno sordido scontro di potere all’interno degli apparati dello Stato tra uomini della polizia, guardia di finanza e dei servizi segreti.
Vecchie ruggini tra di loro che sono arrivate alla resa dei conti. Chi prima ha dovuto soccombere ora sembra che abbia il coltello dalla parte del manico e vuole vendicarsi.
L’onta della sconfitta non è stata dimenticata e oggi, prendendo a pretesto il caso Cricca, gli offesi di un tempo stanno trovando il modo per togliersi lo sfizio a rendere pan per focaccia.
A questo si aggiunge anche le fibrillazioni dovute all’approvazione da parte del Parlamento della riforma secondo cui il prossimo comandante generale della Gdf dovrà essere uno interno al corpo e non più un generale dell’Esercito. Così come, a su tempo, ci fu riformata del Corpo dei Carabinieri che portò a nominare un generale a comandante che aveva fatto la trafila nell’arma, togliendo all’Esercito il diritto di nomina.
A quanto appare, la Cricca ha avuto delle protezioni politiche e i nomi di Scajola, Lunardi e Bertolaso lo dimostrano, ma sono soltanto loro a portare la croce o ci sono nomi tra i 400 dell’ elenco che hanno agevolato Diego Anemone a costruire la ragnatela di potere, con la quale ha potuto ottenere 60 appalti in sei anni? Appalti avuti grazie al timbro “riservatoâ€, per cui non doveva dare conto ad alcuno se non ringraziare colui o coloro che l’ha o l’hanno beneficiato.
Secondo quest’ottica, uno dei maggiori beneficiati sarebbe il generale dei servizi segreti militari (Aisi), Francesco Pittorru, a cui Anemone avrebbe regalato due appartamenti.
Il generale, invece, dice il contrario ai Pm, ma non riesce a trovare le scritture private, confessando che, probabilmente, sono state rubate dalla sua casa in Sardegna. Siamo alla commedia all’italiana. E non sappiamo se ridere o piangere, avendo affidato nelle mani di Pittorru i servizi segreti militari.
Chi è Diego Anemone? Nell’ambito del settore delle costruzioni era un Carneade fino a quando non è scoppiato lo scandalo della Cricca. E, comunque, si è mosso con riservatezza fin quando ha potuto e, non si è potuto sottrarre dal clamore della stampa, quando è scoppiato l’affaire Grandi eventi. Allora soltanto fu portato, diciamo cosi, agli onori della cronaca e gli italiani hanno potuto fare conoscenza di lui.
Di Angelo Balducci, numero uno del Consiglio nazionale dei lavori pubblici, invece, si sa abbastanza, persino che era un uomo che poteva accedere nei Palazzi d’Oltretevere, essendo stato gentiluomo di camera della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli della Santa sede dal 1995 sino a quando non è stato arrestato.
Gli altri personaggi della Cricca sono funzionari del Consiglio nazionale dei lavori pubblici architetti, commercialisti e imprenditori che con il terremoto abruzzese hanno fatto il grande salto.
Nella lista, invece, ci sono grand commis, manager, uomini dell’istituzioni, funzionari di Stato, poliziotti e finanziari, oltreché gli ex ministri. Insomma, uno spaccato di potere su cui Anemone poteva contare. Occorre adesso che i Pm verifichino se i nomi della lista sono persone che hanno avuto un rapporto con l’imprenditore di Grottaferrata e di che tipo.
Ma di questa storia non preoccupa i nomi in ballo, quanto i giochi di potere che sono iniziati, senza esclusioni di colpi.Â















