14 mag. -  dal Blog di Gianfranco Micciché - Eccomi qui! Finalmente trovo un po' di tempo per analizzare con
maggior dovizia di elementi l'incontro di ieri tra me e il Presidente
Berlusconi
, anche alla luce delle reazioni, che ho letto stamattina
sulla stampa e che continuano a susseguirsi nelle agenzie e in alcuni vostri
commenti. Ritengo, insomma, opportuno andare oltre il resoconto telegrafico ed
istantaneo di ieri e fare una disamina più approfondita in modo da sgomberare il
campo da altre interpretazioni.

Come ho già detto, reputo l'incontro di ieri mattina molto
positivo
. Abbiamo parlato di diverse cose, abbiamo affrontato diverse
questioni, in particolar modo la questione siciliana.

Berlusconi mi ha chiesto di assumermi la responsabilità della
riunificazione del partito in Sicilia
, sottolineando come ritenga di
fondamentale importanza il fatto di mantenere unito il partito. Io ho dato la
mia disponibilità, ma sono rimasto irremovibile nel
difendere il patto elettorale, da noi stretto con i siciliani attorno alla
figura di Raffaele Lombardo, che il Pdl, più d'ogni altro partito della
coalizione, ha contribuito a far eleggere governatore della Sicilia
. Il
maggior partito della coalizione di governo non può rendersi responsabile di
ribaltoni, non può, cioè, determinare il sovvertimento di quella volontà
popolare, che esso stesso ha indirizzato verso una scelta ben precisa.

I nostri elettori ci hanno dato fiducia, hanno votato per quel presidente e
per i nostri deputati, che, in linea con questo preciso mandato elettorale,
avevano il dovere di sostenere il governo nella realizzazione di quel programma.
Soltanto alcuni di loro, però, lo hanno responsabilmente fatto e continuano a
farlo. Altri, invece (ho ricordato a Berlusconi) si sono
determianti diversamente, hanno votato contro il Dpef, quindi contro il
governo, pur essendo in quel governo rappresentati con due assessori; e Lombardo
ha dovuto semplicemete prenderne  atto. Chi ha tradito il patto con gli
elettori?

Cosa avrebbe fatto Lei – gli ho chiesto – se si fosse trovato nella stessa
situazione, se un suo alleato avesse votato contro il Suo governo? Non lo
avrebbe, forse, tacciato di ribaltonismo? Pertanto, ho ribadito a Berlusconi la
ferma volontà di non arretrare di fronte al dovere di rispettare e
preservare la volontà dei siciliani, che non può, non deve essere il prezzo
della, sia pur auspicata, riunificazione.

Quanto al Partito del Sud, ho illustrato, ancora una volta, le
ragioni politiche a supporto  del progetto, che ancora sento fortemente mio,
insistendo sulla necessità che quest'idea continui a maturare nelle sensibilità
e nelle coscienze politiche di chi opera al Sud
. Tuttavia, gli
ho detto che per il momemto ritengo opportuno,
non abbandonare il progetto ma,
dare priorità alla situazione
siciliana, su cui intendo concentrare tutti i miei sforzi.

Questi, cari bloggers, i tratti salienti di un incontro durato un paio d'ore
circa e in cui si è trovato anche il tempo di rinnovarci reciprocamente la stima
e l'affetto di sempre, tra una battuta e qualche sana risata, ma soprattutto
nella comune consapevolezza che, prima di tutto, siamo uomini di
responsabilità
.