22 mar. – Scrive LA REPUBBLICA: “Non gli è piaciuto il giuramento dei governatori con la mano sul cuore che, come tanti scolaretti, recitavano la promessa del ‘governo del fare’. Né i toni da ‘tifoseria’ di alcuni. E si può immaginare cosa abbia pensato vedendo sul palco di piazza San Giovanni il cantastorie Apicella e Demo Morselli, le majorettes e i cori ‘un presidente, c’è solo un presidente’. Si può solo immaginare appunto, perché Gianfranco Fini sceglie volutamente di non dire una parola sull’appuntamento clou del suo partito, per non esporsi ulteriormente alle critiche del fronte interno.