Alcuni quotidiani italiani hanno riportato stamane nuove accuse contro l'ex ministro Claudio Scajola. Si parla dell'acquisto di un trasformatore, di un frullatore e di altri ogetti piu' o meno rilevanti come della terra per vasi. Scajola stavolta si difende prontamente dalle accuse, e in una nota fa sapere che "Ancora una volta leggo notizie prive di fondamento sul mio conto", sottolineando che, come stabilito dalla procura di Perugia lo scorso 5 maggio, "Si tratta di episodi gia' passati al vaglio dell'autorita' giudiziaria che non mi riguardano e per le quali e' stata ritenuta la mia totale estraneita'".
L'ex ministro parla quindi di "inaccettabile accanimento persecutorio" ribadendo che non e' stato "trovato alcun fondamento di verita'".
Scajola fa sapere che non si lascia intimidire da quanto riportato dai giornali e che continua "senza tentennamenti e senza timori l'impegno politico a difesa delle istituzioni, delle regole e della dignita' della persona, contro le falsita' e le intimidazioni. Ho dimostrato sino ad oggi il massimo rispetto per il lavoro dei magistrati e persino per gli operatori dell'informazione con le mie dimissioni ed il mio silenzio senza mai alzare i toni".
Infine annuncia che denuncera' quanto accaduto: "Oggi di fronte all'ingiustificato perseverare nella diffusione di notizie, gia' ritenute irrilevanti dagli stessi magistrati, confuse e prive di fondamento, che determinano una percezione distorta della mia persona presso l'opinione pubblica, non trovo altra via che procedere senza indugio a perseguire in sede giudiziaria chiunque si sia reso responsabile di aver perpetrato questa diffamazione non piu' sostenibile".















