Il terzo polo insiste sulle dimissioni di Berlusconi per garantire il proprio appoggio alla creazione di un nuovo governo di 'unita' nazionale'. Casini, Fini e Rutelli chiedono "armistizio fra l'attuale maggioranza e le forze piu' responsabili delle opposizioni". Una proposta che ha trovato l'appoggio anche dall'altra parte, nel Pd da quel Massimo D'Alema ultimamente poco presente sulla scena politica italiana.
Pier Ferdinando Casini, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, garantisce che la pace tra maggioranza e opposizione e' perseguibile ma a patto che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nomini un nuovo premier, che sia "politico e non tecnico", ha spiegato Casini. Francesco Rutelli e' d'accordo mentre Gianfranco Fini, sul Messaggero, appoggia la richiesta dell'opposizione sul confronto in Parlamento in merito alla crisi economica.
I tre leader del Terzo Polo si sono rivolti ad Angelino Alfano, il nuovo segretario del Pdl, chiedendo "un atto di coraggio per aprire la fase nuova, indispensabile per la drammatica situazione del Paese in crisi". L'uscita di Berlusconi da Palazzo Chigi e' per tutti necessaria.
LA RISPOSTA DEL PDL – "Non ci sarà nessun suicidio assistito, ne' defezioni nei numeri della maggioranza: governo e premier non cambieranno fino al termine della legislatura", hanno dichiarato il capogruppo Fabrizio Cicchitto e i ministri Altero Matteoli, Anna Maria Bernini, Saverio Romano, Gianfranco Rotondi. Secondo Cicchitto, i tre leader sono uniti solo da "una pregiudiziale anti Berlusconi".















