Di Sofia Crescenti – E' giallo sulla lettera che Claudio Scajola avrebbe inviato al premier. Una lettera riservata in cui l'ex ministro dello Sviluppo avrebbe spiegato i motivi del suo malessere e di quello che anima alcuni esponenti del partito.
Nelle ultime settimane, infatti, il Pdl naviga in acque agitate, si stanno facendo strada distinguo e dissensi nei confronti della linea tenuta da governo e maggioranza. Il confronto e' acceso su dl sviluppo, ipotesi condono e ddl intercettazioni. C'e' poi chi chiede un passo indietro al premier Silvio Berlusconi e chi punta ad allargare la maggioranza aprendo all'Udc. Tra quelli che ormai sono stati ribattezzati frondisti spiccano appunto i nomi di Claudio Scajola e Beppe Pisanu, entrambi ex ministri ed entrambi con qualche sassolino nella scarpa.
La situazione e' in continua evoluzione e nelle ultime ore, dopo che l'ipotesi caldeggiata da Scajola nei giorni scorsi su un Berlusconi-bis sembra ormai definitivamente tramontata, si e' aperto un vero e proprio giallo sulla sua missiva al premier, interpretata come un segnale di distensione per dare il via alla trattativa. I giornali ne ipotizzano il contenuto: Scajola avrebbe messo nero su bianco le sue idee insistendo sulla necessita' di superare la fase politica attuale. Questa lettera pero' nessuno l'ha vista, nessuno l'ha letta davvero. Probabilmente nemmeno il suo destinatario, Silvio Berlusconi. E il motivo e' semplice. A quanto apprende ''Clandestinoweb'', infatti, Claudio Scajola non avrebbe scritto nessuna lettera. Le ipotesi, quindi, sono due: o c'e' un falso Scajola che invia false lettere oppure questa lettera non e' mai stata spedita. O magari una terza possibilita': e' stata scritta con l'inchiostro simpatico. Insomma, parafrasando Nathaniel Hawthorne, dopo ''La lettera scarlatta'' siamo di fronte a un nuovo romanzo: ''La lettera scajolatta''.