Di Giulia Santamaria – Difficile prendere per buono il pacchetto ''nuova squadra'' che arriva ''snello e forte'' direttamente da Montecitorio ma che con se' porta l'odore della sorpresa. La trasparenza tanto sbandierata sembra fare a cazzotti con le magagne nel passato di ognuno dei componenti del nuovo governo. Vecchi conflitti di cui la nostra societa' civile ha fin troppa esperienza.

Se Silvio il Cavaliere era il corrotto detentore di tendenziosi rapporti di amicizia e intricate reti d'affari, il passato di Mario l'Economista non fa sperare di meglio. Dalla finanza internazionale pseudomassonica di Bildeberg, Goldman Sachs e Moody's ai coinvolgimenti e trascorsi diretti con Banche e imprese private di casa nostra. Ecco che la tecnocrazia mediatica si e' fatta bancaria.
Dando anche solo un rapido sguardo negli armadi di casa Monti, gli scheletri di tutti o quasi i nuovi ministri vengono subito allo scoperto. Primo tra tutti il Ministro dello Sviluppo Corrado Passera, ex-amministratore delegato di Banca Intesa, ne detiene ancora 8 milioni, socio di un' universita' privata a Roma legata all'Opus Dei e di una clinica privata coinvolta in un’inchiesta per peculato.
Nel mirino delle procure e' finito anche l'altro Corrado, Clini, Ministro dell'Ambiente che nel 1996 dava il via libera all'inceneritore di Verbania. Autorizzazione concessa con troppa leggerezza che non solo porto' a processo la societa' Termoselect che aveva realizzato la struttura, ma addirittura fu causa di un vero e proprio incendio dell'inceneritore stesso durante un'ispezione dei vigili del fuoco.
Tutt'ora indagata per abuso d'ufficio, invece, Anna Maria Cancellieri nuovo Ministro degli Interni. Nominata Commissario del Teatro Bellini di Catania nel 2009 concedeva inutili consulenze per migliaia di euro, decisamente troppo costose per i bilanci del teatro. Tra i suoi scheletri, dopo la nomina a Commissario prefettizio di Bologna, una proroga ai finanziamenti concessi alle scuole private per circa un milione di euro.
Degno di nota, dunque, il conflitto di interessi (che il neo Premier si e' affrettato a smentire) tra il governo Monti e gli istituti scolastici privati che vede coinvolti ben sei degli otto professori entrati a far parte della squadra. Non immune da gaffe a questo proposito e' Francesco Profumo, Ministro dell'Istruzione, rettore del Politecnico di Torino e presidente del Cnr. Contestato per l'accordo siglato nel 2005 con General Motors e finalizzato allo sviluppo di un centro di ricerca presso l'ateneo di Torino. Monti e Profumo uniti in nome della Goldman Sachs (banca d'affari internazionale di cui il neo Premier e' stato consulente dal 2005) che e' uno dei principali investitori di General Motors, appunto.
Spostando lo sguardo alla Difesa non si puo' non notare come la guida scelta, l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, arrivi direttamente dall'esercito. Non piu' controllo politico sugli ambienti militari. Per questo nuovo esecutivo Monti ha preferito il viceversa.
Delegato a Sport e Turismo e' il Ministro Piero Gnudi membro del direttivo di Confindustria, del CdA di Unicredito Italiano, della giunta direttiva di Assonime (associazione tra le spa italiane) e fino allo scorso aprile anche del Cda dell’Enel. Ad oggi Gnudi e' ancora presidente della Sesto Immobiliare Spa di cui fa parte l'ex area Falck di Sesto San Giovanni su cui indaga la procura di Monza per corruzione, concussione e finanziamento illecito.

L'intricato dedalo di rapporti con la grande finanza arriva fino alle poltrone dello studio legale di Paola Severino, Ministro della Giustizia. Nella sua carriera ha difeso gli interessi di Rai, Telecom, Enel, Eni, Caltagirone e Geronzi. Per non parlare di politici come Rutelli, Prodi, Formigoni e Cesa.
Curricula di tutto rispetto per i neo Ministri di questo nuovo governo nato su vecchi conflitti. Riusciranno a dimostrarsi carismatici condottieri con in mano forti poteri o saranno semplicemente l'ennesimo cliche' di burattini nelle mani dei poteri forti?