I dati dell'Istituto di ricerca Crespi Ricerche, diretto da Luigi Crespi, usciti nei giorni scorsi, avevano segnato un calo sulla fiducia nel Premier e nel Governo , con Mario Monti al 56% e il suo governo al 60% di preferenze. Dati senz'altro positivi ma che non possono essere paragonabili minimamente al tripudio iniziale che facevano segnare picchi di fiducia che si aggiravano attorno all'80-90%.
Il tutto era iniziato con il passo indietro del Cavaliere. Gesto per molti dovuto e atteso fino a tarda serata nelle piazze di Roma come in quelle di molte altre citta' italiane. Vere e proprie manifestazioni di massa a cui ci eravamo abbastanza abituati negli ultimi tempi. Basti pensare alle scorribande di black block che hanno messo a ferro e fuoco le vie della capitale. Un piccolo gruppo di facinorosi che non ha permesso il tranquillo svolgersi di una protesta, piu' che lecita e dovuta, rendendo al mondo intero uno spettacolo non degno di un Paese civile come il nostro.
Per un certo periodo abbiamo creduto che le cose andassero male solo da noi. Ma non e' cosi'. Basti pensare a quel che sta accadendo attualmente in Russia e ancor prima in Grecia.
Si va cosi' a porre una questione fondamentale. Potra' questo governo di tecnici risollevare le sorti italiane? O ci troveremo, al momento di andare a nuove elezioni, a combattere con i soliti spettri del passato? La speranza e' sicuramente quella di un futuro roseo e senza problemi. I primi provvedimenti messi in atto in seguito al varo della manovra correttiva del governo Monti sembrano pero' non riscuotere il successo popolare. Anzi, tutt'altro.
Si va cosi' a porre una questione fondamentale. Potra' questo governo di tecnici risollevare le sorti italiane? O ci troveremo, al momento di andare a nuove elezioni, a combattere con i soliti spettri del passato? La speranza e' sicuramente quella di un futuro roseo e senza problemi. I primi provvedimenti messi in atto in seguito al varo della manovra correttiva del governo Monti sembrano pero' non riscuotere il successo popolare. Anzi, tutt'altro.
E cosa succederebbe se, come ipotizzato da Luigi Crespi nel suo blog, la primavera araba diventasse mediterranea? Senza miglioramenti immediati e significativi, probabilmente, faremo ancora piu' fatica a ripristinare la credibilita' delle istituzioni. Soprattutto se, come in Russia, e storicamente anche in Italia, ci trovassimo ad affrontare il solito problema post-voto legato ai brogli elettorali, con relative ondate di incandescente insurrezione popolare.















